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Se la politica é una farsa, almeno ridiamoci sopra.
POLITICA
9 luglio 2008
Forza Italia censurata dai media
Ricordate l'inizio del G8, quando il kit fornito alla stampa americana indicava Berlusconi come il leader di un paese di corrotti? Beh, non era vero.

Riporto dal sito della CNN: Berlusconi burst onto the political scene with no experience and used his "vast network of media holdings" to finance his campaign on a promise to "purge the notoriously lackadaisical Italian government of corruption." [...]

"[H]owever, he and his fellow Forza Italia Party leaders soon found themselves accused of the very corruption he had vowed to eradicate."

In pratica: ha usato le sue televisioni per la sua campagna elettorale. Ma il meglio giunge con l'altra frase: comunque, lui e i membro del suo partito Forza Italia, si sono presto trovati accusati della corruzione che volevano sradicare.

Per qualche motivo, in Italia il nome di un partito viene tradotto con paese. E stamattina se la prendono con Guzzanti, perché ha parlato di pompini e non ha usato il termine aulico and politically correct fellatio. Siamo circondati da sodomiti a quattro zampe.

P.S. qui il testo completo.



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permalink | inviato da Comparsa il 9/7/2008 alle 9:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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Citazioni:

La via dell'uguaglianza si percorre solo in discesa: all'altezza dei somari è facilissimo instaurarla. [Rivarol]

Il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: per questo è detto democrazia. Le leggi assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo i meriti dell’eccellenza. Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo stato, non come un atto di privilegio, ma come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce impedimento. [...] Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevano offesa. [...] La nostra città è aperta al mondo; noi non cacciamo mai uno straniero. [...] Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private. Un uomo che non si interessa dello Stato non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benché soltanto pochi siano in grado di dar vita ad una politica, noi siamo tutti in grado di giudicarla. Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla strada dell’azione politica.[Pericle, citato da Tucidide]