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Se la politica é una farsa, almeno ridiamoci sopra.
POLITICA
14 luglio 2008
Specchietti per allodole
Chiudete gli occhi. Siete al policlinico, vostra figlia ha appena messo alla luce un bimbo o una bimba - dipende dalle preferenze. Cadete a terra: infarto. Fortuna di trovarsi già in ospedale? No. Perché accade che si chiami non un'ambulanza, ma due: la prima era arrivata senza medico a bordo.
Ora cambiamo sfondo: Parigi. Un importante politico propone qualcosa di nuovo: un tetto massimo al petrolio. Dove si trova il nuovo? Nel fatto che il tetto lo dovrebbero decidere i paesi consumatori! Avete capito bene: un noto imprenditore propone che siano i fruenti a fare i prezzi: da domani tentate di fare il prezzo che credete per i vostri acquisti. Al massimo trattate, come al mercato. Volendo, poi, ci si supera: se questo fosse impossibile - aggiunge - aumenteremo il numero delle centrali nucleari all'uranio. Non é il caso di ripetere qui le considerazioni energetico-territoriali prese in considerazione in altri interventi: basti capire l'assurdità dell'affermazione. Una centrale richiede - se fatta al di fuori dell'Italia che, a velocità di costruzione, é messa maluccio - una quindicina d'anni, a cui se ne aggiungono cinque in attesa del poggio della prima pietra. Che faranno mai gli italiani nel frattempo? Ammesso e non concesso che sia una soluzione soddisfacente, il costo verrebbe abbattuto (sempre "concedendo") riguardo l'energia di produzione, ma non dei mezzi di trasporto delle merci stesse. E comunque solo per la produzione italiana. Vantaggi al consumatore? Nessuno.
Dichiarazioni del genere portano il marchio della finanza creativa di Tremonti: tassare i petrolieri. In Italia petrolieri non ce ne sono oltre l'Eni (al 30% dello Stato), ma non é questo il punto. Logica vuole che dei costi ci si rifaccia sull'utenza: infatti il prezzo della benzina é determinato anche dalle accise già presenti. Imporne un'altra non porterà da nessuna parte, se non ad un rincaro dei prezzi.
Le tasse, ovviamente, aumentano, nonostante i tagli su istruzione, giustizia, welfare.
Che dire, poi, della politica d'immigrazione? Tanto ciarlare per nulla: non essendo stato inserito lo status d'immigrato (a detta di molti, illegittimo) ma il semplice reato d'ingresso le possibilità sono, sostanzialmente, due: impossibilità di provare l'avvenuto ingresso successivamente l'introduzione del reato (se avviene prima, é inutile) e impossibilità di processare due volte per lo stesso reato il malcapitato. Perché lo ricordo? Semplice: se la Bossi-Fini é pensata male e scritta peggio (moltissime risorse sprecate) il nuovo pacchetto non é stato neppure pensato. Di reati da processare per direttissima ce ne sono davvero tanti, troppi, per un paese dove la giustizia é moribonda. Mettiamo che si processi il clandestino: art. 54 del codice penale, ossia lo "stato di necessità", lo farà prosciogliere. E' sufficiente raccontare una storiella da poco, unico ingrediente: un pizzico di fantasia. Anche fosse condannato, poi, che succederebbe? Scoperto dalla polizia a non aver ottemperato all'ordine di espatrio, tutto come prima: il reato (ingresso clandestino) é lo stesso. Ma soprattutto, come si fa a sapere che non ha provato? Senza documenti, sicuro, nessuno lo porta da alcuna parte. Quindi rimane e tanti saluti al vociare sulla sicurezza.
A proposito, in quel pacchetto c'é qualcosa di buonsenso: sospensione condizionale della pena in caso di riparazione dei danni. Peccato che valga per il reato della fidanzata tradita.

Nonostante tutto questo il Presidente gode di un largo appoggio. Il carisma del leader? Chissà. Certo é che nonostante tutte le false mosse operate finora il PD non é riuscito neppure a prender consenso: eppure hanno tagliato gli ulivisti l'Ici ai più poveri. Se non qualche breve dichiarazione, il partito del nulla tace. Non é solo la proverbiale incapacità comunicativa della sinistra. Il Partito Democratico é un'accozzaglia di contraddizioni che rimane in piedi per l'abilità di Veltroni di cucirsi addosso una dirigenza più o meno fidata. Ma quel caos é una bomba pronta ad esplodere: é escluso che si possa prendere una posizione netta e tantomeno con forza su alcunché.

È finita la politica da salotto. Una volta la gente diceva: governo ladro. Adesso dice il nome del ladro, il nome del partito e che cosa ha rubato. [G. Funari, uomo libero quanto controverso, 1992]

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permalink | inviato da Comparsa il 14/7/2008 alle 12:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
POLITICA
26 maggio 2008
Decisionismo
Tremonti ha dato prova di fare. Non solo con le banche ha regolarizzato una situazione che già veniva proposta (sperando ora che il cittadino sia informato) ma ha tagliato l'Ici anche a chi era rimasta (già: ai poveri aveva già pensato Prodi). Una manovra valutata 2 miliardi da Il Sole 24 Ore: soldi che sembrano essere stati presi dai fondi per l'avanzamento anche della Sicilia, alla faccia dell'alleanza con l'Mpa che su questi temi si é fatto l'elettorato. Meno bene Maroni, abbiamo detto, che oltre ad aver reintrodotto il concetto di razza nella legislazione fin dal decreto (sotto forma di aggravamento delle pene; nel ddl col reato d'immigrazione clandestina). Inefficace sotto molti fronti, é però un segnale importante, consistente sul piano politico e sociale. Il tanto decantato reato di clandestinità alla fine si é tradotto in un divieto d'ingresso: nessuna espulsione, insomma. Non essendo reato la semplice presenza, bensì l'entrata, andrebbe dimostrato che il clandestino abbia varcato la frontiera dopo il decreto. Già: la Costituzione vieta (giustamente) le pene con effetto retroattivo. Propaganda pura e semplice. Si é parlato anche di nucleare: l'Enel ha parlato di soli quattro siti. Un'operazione insufficiente a reggere alcunché, soprattutto in un paese dove sarebbe ora d'individuare un piano energetico serio ad ampio raggio. Si sarebbe potuto cogliere la palla al balzo e proporne uno ora ma, evidentemente, non c'é alcun interesse nel dibattere uno dei problemi più annosi in cui imperversiamo. Così, tra un tentativo di sospendere temporaneamente il processo Mills, un emendamento per sistemarsi davanti all'UE sulle reti e il blocco della magistratura a Milano, andiamo a valutare, ora, le decisioni riguardanti l'emergenza eterna di Napoli. Il governo ha aggirato il problema di sapere cosa ci fosse sotto le discariche: a Chiaiano, ad esempio, la scelta ricade sopra a una falda acquifera, a soli 1000 metri dalle prime case e poco più dall'ospedale. Ed infatti la polizia non é riuscita a far arretrare la folla che, forse La Russa non ha ancora capito, non ha dato il via agli scontri. Non si capirebbe altrimenti come mai la cinepresa del Tg3 sia stata rubata da un poliziotto, i giornalisti ben tenuti alla larga. Tornando alle misure prese, mi chiedo perché lo Stato non abbia chiesto a gran forza le dimissioni dei politici del fallimento, ripescando addirittura un vecchio commissario e affidandogli nuovi poteri in merito. Né comprendo la decisione di espropriare i contadini: mai me lo sarei aspettato da Berlusconi che a torto o a ragione, ha sempre gridato all'esproprio quando il centrosinistra usava ancora attaccare le sue televisioni. Comunque, per non rovinare il decisionismo che l'Italia tanto ama, vorrei sapere cosa ci sia intenzione di fare ora:  la differenziata, senza i cassonetti, non parte. Barbara Helfferich, portavoce del commissario Ue all'Ambiente non critica ma rilancia in questo senso: i problemi  strutturali rimangono. L'Italia deve adottare un piano per la gestione e lo smaltimento dei rifiuti al più presto. Purtroppo le decisioni arrivano, le azioni decise invece, tardano ancora.
POLITICA
22 maggio 2008
Quando ci si sveglia tardi
Nucleare in Italia: sarebbe ora. Sarebbe, non fosse che arriviamo tardi. Troppo. Non sono io a sostenerlo bensì il nobel per la fisica Carlo Rubbia : il suo progetto energetico per l'Italia é diventato della Spagna a causa di una piccola diatriba con Berlusconi nel precedente mandato. Rubbia é un uomo intelligente che non si limita a dire no: propone soluzioni , modelli, spiega perché in quel modo e non in quell'altro. Forse il nuovo governo dovrebbe provare a sentirne il parere oppure, più semplicemente, dovrebbe ricordare cosa disse ai nostri dipendenti (come li chiama Grillo) nelle sedi appropriate.
E' falso che il nucleare abbatterà con certezza i costi delle ormai esangui bollette.
Lascio parlare lui, ma prima permettetemi di ricordare che ora i siti discarica sono coperti da segreto di stato : un cittadino che non mantenesse il segreto dopo averne scoperto uno rischia anche 5 anni di reclusione.


Il nucleare spiegato a Casini - parte 1



Il nucleare spiegato a Casini - parte 2

Si parla, insomma, di un mix energetico da attuare: indicare una sola soluzione é demagocico a sentire i problemi esposti. Sì al nucleare ma non si creda di potervisi appoggiare totalmente.

Rubbia e il nucleare... al TORIO

Ricordo infine che l'Italia é sismicamente attiva.

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permalink | inviato da Comparsa il 22/5/2008 alle 13:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
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Citazioni:

La via dell'uguaglianza si percorre solo in discesa: all'altezza dei somari è facilissimo instaurarla. [Rivarol]

Il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: per questo è detto democrazia. Le leggi assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo i meriti dell’eccellenza. Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo stato, non come un atto di privilegio, ma come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce impedimento. [...] Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevano offesa. [...] La nostra città è aperta al mondo; noi non cacciamo mai uno straniero. [...] Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private. Un uomo che non si interessa dello Stato non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benché soltanto pochi siano in grado di dar vita ad una politica, noi siamo tutti in grado di giudicarla. Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla strada dell’azione politica.[Pericle, citato da Tucidide]