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Se la politica é una farsa, almeno ridiamoci sopra.
POLITICA
14 luglio 2008
Specchietti per allodole
Chiudete gli occhi. Siete al policlinico, vostra figlia ha appena messo alla luce un bimbo o una bimba - dipende dalle preferenze. Cadete a terra: infarto. Fortuna di trovarsi già in ospedale? No. Perché accade che si chiami non un'ambulanza, ma due: la prima era arrivata senza medico a bordo.
Ora cambiamo sfondo: Parigi. Un importante politico propone qualcosa di nuovo: un tetto massimo al petrolio. Dove si trova il nuovo? Nel fatto che il tetto lo dovrebbero decidere i paesi consumatori! Avete capito bene: un noto imprenditore propone che siano i fruenti a fare i prezzi: da domani tentate di fare il prezzo che credete per i vostri acquisti. Al massimo trattate, come al mercato. Volendo, poi, ci si supera: se questo fosse impossibile - aggiunge - aumenteremo il numero delle centrali nucleari all'uranio. Non é il caso di ripetere qui le considerazioni energetico-territoriali prese in considerazione in altri interventi: basti capire l'assurdità dell'affermazione. Una centrale richiede - se fatta al di fuori dell'Italia che, a velocità di costruzione, é messa maluccio - una quindicina d'anni, a cui se ne aggiungono cinque in attesa del poggio della prima pietra. Che faranno mai gli italiani nel frattempo? Ammesso e non concesso che sia una soluzione soddisfacente, il costo verrebbe abbattuto (sempre "concedendo") riguardo l'energia di produzione, ma non dei mezzi di trasporto delle merci stesse. E comunque solo per la produzione italiana. Vantaggi al consumatore? Nessuno.
Dichiarazioni del genere portano il marchio della finanza creativa di Tremonti: tassare i petrolieri. In Italia petrolieri non ce ne sono oltre l'Eni (al 30% dello Stato), ma non é questo il punto. Logica vuole che dei costi ci si rifaccia sull'utenza: infatti il prezzo della benzina é determinato anche dalle accise già presenti. Imporne un'altra non porterà da nessuna parte, se non ad un rincaro dei prezzi.
Le tasse, ovviamente, aumentano, nonostante i tagli su istruzione, giustizia, welfare.
Che dire, poi, della politica d'immigrazione? Tanto ciarlare per nulla: non essendo stato inserito lo status d'immigrato (a detta di molti, illegittimo) ma il semplice reato d'ingresso le possibilità sono, sostanzialmente, due: impossibilità di provare l'avvenuto ingresso successivamente l'introduzione del reato (se avviene prima, é inutile) e impossibilità di processare due volte per lo stesso reato il malcapitato. Perché lo ricordo? Semplice: se la Bossi-Fini é pensata male e scritta peggio (moltissime risorse sprecate) il nuovo pacchetto non é stato neppure pensato. Di reati da processare per direttissima ce ne sono davvero tanti, troppi, per un paese dove la giustizia é moribonda. Mettiamo che si processi il clandestino: art. 54 del codice penale, ossia lo "stato di necessità", lo farà prosciogliere. E' sufficiente raccontare una storiella da poco, unico ingrediente: un pizzico di fantasia. Anche fosse condannato, poi, che succederebbe? Scoperto dalla polizia a non aver ottemperato all'ordine di espatrio, tutto come prima: il reato (ingresso clandestino) é lo stesso. Ma soprattutto, come si fa a sapere che non ha provato? Senza documenti, sicuro, nessuno lo porta da alcuna parte. Quindi rimane e tanti saluti al vociare sulla sicurezza.
A proposito, in quel pacchetto c'é qualcosa di buonsenso: sospensione condizionale della pena in caso di riparazione dei danni. Peccato che valga per il reato della fidanzata tradita.

Nonostante tutto questo il Presidente gode di un largo appoggio. Il carisma del leader? Chissà. Certo é che nonostante tutte le false mosse operate finora il PD non é riuscito neppure a prender consenso: eppure hanno tagliato gli ulivisti l'Ici ai più poveri. Se non qualche breve dichiarazione, il partito del nulla tace. Non é solo la proverbiale incapacità comunicativa della sinistra. Il Partito Democratico é un'accozzaglia di contraddizioni che rimane in piedi per l'abilità di Veltroni di cucirsi addosso una dirigenza più o meno fidata. Ma quel caos é una bomba pronta ad esplodere: é escluso che si possa prendere una posizione netta e tantomeno con forza su alcunché.

È finita la politica da salotto. Una volta la gente diceva: governo ladro. Adesso dice il nome del ladro, il nome del partito e che cosa ha rubato. [G. Funari, uomo libero quanto controverso, 1992]

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POLITICA
28 giugno 2008
Il punto
Condannato in primo grado. Roberto Tortoli (Forza Italia) si é preso 3 anni e 4 mesi non indultabili per estorsione: ha preteso tangenti per la realizzazione di un multisala ad Arezzo. Sicuramente si ricorrerà in appello, ma i giornali pensano a ben altro.
In secondo piano anche le vergognose dichiarazioni della sinistra su Saccà: una vita da inferno, a loro dire. Pensare che Furio Colombo, per mantenere l'autonomia de l'Unità (la seconda) ha dovuto ingaggiare un braccio di ferro lunghissimo, difendersi da attacchi al limite della follia e, in ultimo, rinunciare alla direzione di un giornale che non solo aveva fatto rinascere, che non solo vendeva più di prima, ma che oltretutto era abbastanza critico con la sinistra da piacere ai lettori. Un patimento di tutt'altro genere, insomma.
In prima pagina anche l'assoluzione da parte del Csm della Forleo per la richiesta d'uso delle intercettazioni: la prima buona notizia anche se, come avvisa l'ex diessino Calvi, pende ancora sulla gip la richiesta di trasferimento. Vedremo: nel frattempo, D'Alema e Latorre (due a caso) dovrebbero rendere conto delle loro azioni all'elettorato. Giusto per fare un esempio, ovviamente, perché tanti in quel periodo si sono scagliati contro la gip e chi la difendeva. Neppure le trasmissioni televisive libere sono state risparmiate (si legga: Annozero) dalle polemiche.
Ma il tempo - si dice - é galantuomo. Per questo motivo anche i berlusconiani dovrebbero storcere il naso di fronte al Lodo Schifani che, lungi dal prendere atto della sentenza della Consulta del 2003, ne ripropone le problematiche: tuttavia il processo Sme perse tempo prezioso. Anche questa volta l'obiettivo é uno solo: perdere tempo. Il motivo é semplice: parte della sentenza verrebbe rispettata, parte no. La Consulta stabilì che violava l'art. 24 (diritto alla difesa) e il nuovo lodo potrebbe pararlo con la possibilità di rinuncia. Ma lagnò anche il tempo illimitato dell'immunità: punto non risolto perché ancora ottenibile nel tempo di due legislature, caso che la Corte Costituzionale prese in esame. Infine, lamentò l'unione di funzioni totalmente diverse tanto che indicò una via: limitarla al Presidente della Repubblica o estenderla a tutti i parlamentari: altro che scudo spaziale. Questo punto é totalmente inaffrontato dal nuovo Lodo, che si limita a riprendere il vecchio testo. D'altra parte, estendere a tutti - ministri e parlamentari - l'immunità, con l'insofferenza dell'opinione pubblica, é attualmente impossibile. Certo che, finché senatori del Pd come Casson (ex magistrato) definiranno la magistratura come un mondo autoreferenziale, la confusione governerà sovrana. Vorrei sapere da Casson chi mai dovrebbe "referenziare" la magistratura che, per Costituzione, é un organo indipendente. Su quanto effettivamente lo sia, poi, ci sarebbe da discuterne ampiamente.

Tirannide indistintamente appellare si deve ogni qualunque governo, in cui chi è preposto alla esecuzione delle leggi, può farle, distruggerle,
infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle; od anche soltanto eluderle, con sicurezza d'impunità. E quindi, o questo infrangi-legge sia ereditario, o sia elettivo; usurpatore, o legittimo; buono o tristo, uno, o molti; a ogni modo, chiunque ha una forza effettiva, che basti a ciò fare, è tiranno; ogni società, che lo ammetta, è tirannide; ogni popolo, che lo sopporta, è schiavo.
[Della Tirannide, Alfieri, in tempi non sospetti]
POLITICA
25 giugno 2008
Facci e Financial Times
Breve risposta a un articolo di Facci sulla manifestazione di lunedì a Milano. Il giornalista intitola fatevi inquadrare, buffoni in risposta al cartellone recitante l'attualissmo fatti processare, buffone. Ovviamente, se quest'ultimo slogan voleva ricordare lo stupro dell'articolo 3 della Costituzione, é ben differente il significato del primo: fatevi inquadrare sembra più il gemito lamentoso di chi vorrebbe una manifestazione popolare ridursi a "girotondino", termine utilizzato nella stampa per tacitare come antiberlusconista/comunista i poveracci che ancora sono in grado d'intendere e volere. Intendere lo stupro di uno dei diritti fondamentali della nostra carta e volerne il rispetto. Ricordando poi ai disinformati che i girotondini apparvero anche durante il governo Prodi. In ogni caso, Facci inquadra, senza esser stato presente né essersi presumibilmente guardato qualche video, tanto da affermare che c’è un ricorrente gruppo di persone (sempre quelle da 15 anni più qualche innesto generazionale) le quali ogni tanto si ritrovano a far casino con striscioni, bandiere, nessuna rinnovata significanza e tuttavia un consumato tempismo e senso della notizia. Se nel caso dei militanti di partito questo é vero, così non é per altre persone con cui ho interloquito, anche fuori dalla mia fascia d'età (tra l'altro, per un liberale come me essere rapportato ad un girotondino suona vagamente comico). Oltre i girotondini vi erano gruppi legalitari, i già citati militanti di partito, i grilli milanesi e liberi cittadini (posso autocitarmi?). Il significato era, ovviamente, l'indignazione per la violenza di cui sopra. "Fare casino" non era ovviamente nei programmi: se a queste stupidaggini vogliamo ridurci, basti ricordare che la gente normale, anche quella indignata, possiede una vita lavorativa e sociale e per "far casino" esistono posti migliori e orari meno afosi. Dal palco, inoltre, sono arrivate parole chiare: non siamo noi il "già visto". Il "già visto", la ripetizione infinita della storia, una storia di arroganze istituzionali, è Silvio Berlusconi. Davanti a noi c' è solo una scelta: se tacere per stanchezza o mettere una volta ancora le nostre energie al servizio della democrazia repubblicana e dello spirito delle leggi. Non ne ho letti molti, infine, di articoli seri circa gli scontri tra governo e magistrati: un articolo serio ricorderebbe infatti la divisione dei poteri e, al massimo, si dispiacerebbe della prevaricazione di uno sull'altro: operazione compiuta ripetutamente, dalla sinistra con De Magistris e la Forleo e dalla destra con le fantomatiche toghe rosse. Oppure intitolerebbe "Il Governo abbatte l'articolo 3" o ancora "Disattese le promesse - stupratori, omicidi e sequestri: processi sospesi". Che la protesta poi fosse perfettamente inutile, invece, lo prendo per buono a metà: non servirà a fini politici, bensì a smobilitare, nei prossimi sit-in, un numero maggiore di persone.
L'impressione é la stessa ricevuta dall'articolo del Financial Times: un giornalista che scrive senza avere la più pallida idea del perché. Per curiosità, questo articolo pone l'immunità come giusta per preservare dai magistrati i politici: é interessante notare però che il processo nasce quando Berlusconi era considerato finito, su accuse ben precise (una lettera privata rigirata dal destinatario alle autorità). La scelta popolare di cui parla il Financial Times avviene dopo, e non prima, l'istruzione del processo. Ma se la logica cronologica é un hobby per l'articolista, e l'ignoranza della nostra Costituzione può anche passare, il fondo lo tocca sostenendo che la giustizia sarebbe velocizzata dalla norma blocca processi: una fanfaronata, dovendo i magistrati interrompere anche quelli richiedenti la sola sentenza (e quindi arrecando danno) ricostruendo in buona parte le date delle udizioni. Oltretutto, il problema si ripresenterebbe l'anno successivo. Persino sul fronte informativo il giudizio é pessimo: i crimini efferati non sono affatto aumentati, almeno se riteniamo affidabile l'Istat e non le invenzioni di turno. La soluzione al problema, semplicemente, é intervenire sui motivi che portano i tribunali ad essere macchinosi e talvolta inoperosi. Che anche Facci scriva dalla Gran Bretagna? Questo chiarirebbe molti punti sulle visioni distorte.

Aggiornamento: il FT pubblica una nuova opinione, completamente in disaccordo con la precedente. Sul sito di Beppe Grillo ne é visibile una traduzione.

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POLITICA
24 giugno 2008
Desolazione a Palazzo di Giustizia
Questo che vedete é uno scorcio della manifestazione a Milano davanti al Palazzo di Giustizia: desolante, in parte. Ancora a distanza, le prime cose visibili erano le bandiere rosse: Rinfodazione, Sinistra democratica, addirittura i Comunisti Italiani. E poi bandiere dei Verdi, IdV, a un certo punto ne sbuca una del Partito Democratico: quasi tutte - ovviamente - sventolate direttamente dal palco. L'appello promosso da Nando ai liberi cittadini si é trasformato in un ritrovo partitico: non é vero, ma questa é l'impressione che abbiamo dato. Di questo ho scritto allo stesso Dalla Chiesa, comunicandogli lo sconforto nel vedere i gruppi locali - sì differenti da quelli nazionali - strumentalizzare una manifestazione cittadina: lo ha detto - più dolcemente - uno dei militanti dei Verdi, in risposta alle mie perplessità sulle bandiere. Bandiere che, onestamente, sarebbe stato meglio evitare. Tra i passanti, qualcuno ha semplicemente detto avete perso, rassegnatevi. Tralasciando che non eravamo lì per la partita (ma oramai l'italiano medio ragiona così) é stato desolante essere inquadrati in questo modo. Giustamente, tra l'altro, perché lo stesso Nando si é felicitato sul blog della presenza di questi gruppi. Una brutta, pessima, disdicevole partenza.

Guarda i video dell'evento.
Leggi la lettera a Nando Dalla Chiesa.

La risposta di Nando alle perplessità.
POLITICA
19 giugno 2008
Masochismo leghista
E' un peccato che il pacchetto sicurezza, contenente alcune norme ampiamente condivisibili, sia oltraggiato dalla stampa che, comunista, parla noiosamente del blocco dei processi. D'altronde é per velocizzare la magistratura: non fosse che, senza opportuni interventi nell'anno, si tornerà allo stesso punto. Senza contare i processi già svolti, dove manca giusto il Consiglio. Ma, tant'é, saranno 100.000 i processi sospesi, tra cui: stupro, rapina, detenzione di materiale pedopornografico, immigrazione clandestina, molestie e trattamenti in famiglia, omicidio colposo, omicidio colposo per colpa medica, sequestro di persona, estorsione, associazione per delinquere, frodi fiscali, corruzione. Non sono sicuro: era meglio rivedere la norma o aumentare le pene per alcuni reati? Altre domande amletiche potrebbero essere: il leghista, "ci é o ci fa"?

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POLITICA
30 maggio 2008
Delinquenti, come agevolarli
Il nostro é un governo serio. Di quelli che propongono il blocco delle intercettazioni sulla stampa piuttosto che ratificare il decreto sui lavori usuranti. Rete4 non importa al cittadino, come ebbe a dire l'on. Mussolini tante famiglie a Napoli la tv neppure l'hanno. Se davvero ragionassero così dovrebbero attendere sull'affare intercettazioni perché ci sono questioni più importanti da affrontare. Esempi possono essere lo studio di un reale piano energetico, i salari fermi che, se aumentano, lo fanno meno dell'inflazione. La crescita zero e il mutuo sociale. La mafia e i la ricostruzione di una magistratura in grado di svolgere il suo compito. Ci sarebbe la lotta all'evasione, la diminuzione della pressione fiscale, la tutela dei lavoratori. Si potrebbe persino dare importanza alle morti bianche. Si potrebbe diminuire la spesa pubblica elargendo ai partiti i soldi che realmente spendono per la propaganda, o, se si vuole mantenere sui risultati, almeno che il conteggio sia fatto in base ai voti reali (ora si conta chiunque può presentarsi, astenuti compresi). Si potrebbe parlare delle pensioni minime, delle invalidità al 100% pagate 250 euro e di molte false invalidità ben retribuite. La scuola, poi, ha urgente bisogno di riforme: ad iniziare con le modalità d'insegnamento.
Però anche noi cittadini dobbiamo comprendere. Anche questo testo ha una sua urgenza. Pensiamo al calcio: sapere che gli arbitri sono stati comprati ci ha fatto divenire sospettosi. Nella politica, sapere che Berlusconi contrattava tramite attrici i favori dei senatori: una vergogna per l'una e l'altra parte, ci ha fatti indignare e un po' sorridere. Certo, non sapremmo delle scalate bancarie. Non sapremmo chi ha legami con i capimafia (i cui contatti sono spesso bipartisan). Ne sapremmo ancora di meno sui malaffari: già non siamo in democrazia, ci vogliono sempre più sudditi.
D'altra parte lo fanno per noi: sapete quanta rabbia ci risparmiano?

Comunque, ci sono lati peggiori. Non vi stupite: le dichiarazioni del governo parlano di intercettazioni usabili solo per terrorismo e criminalità organizzata. Basta intercettazioni per tutto il resto. Si potrà liberamente indagare su stupri, rapine, omicidi, traffici di droga, prostituzione, corruzioni, un po' tutto, ma senza intercettare.

Una grande manovra che permetterà al cittadino di risparmiare ben 4 euro l'anno
. Chissà se così coprono l'Ici.
Un modo come un altro per dire la giustizia, qui, non é di casa.

L'Italiano ha un tale culto per la furbizia, che arriva persino all'ammirazione di chi se ne serve a suo danno. Il furbo è in alto in Italia non soltanto per la propria furbizia, ma per la reverenza che l'italiano in generale ha della furbizia stessa [...]
. [Giuseppe Prezzolini, Codice della vita italiana]
POLITICA
16 maggio 2008
Non sempre é fatta verità
Sebbene D'Avanzo sostenga che non sempre i fatti sono verità, intendendo con ciò riassumere una tesi dell'articolo precedente (la lezione del caso Schifani) dove il giornalista ci spiega che la verità, secondo Williams, sia duplice: sincerità e precisione. Le conclusioni che trae sono che Travaglio è sincero con quel dice e insincero con chi lo ascolta. A parte che per la maggior parte dei filosofi (ma forse anche D'Avanzo lavora per opinioni) un'affermazione é vera se corrisponde ai fatti, non facciamo torto alla filosofia di Williams e accettiamola: diviene ora un processo alle intenzioni. Infatti il significato che ci arriva é semplicemente che Travaglio ha riportato fatti reali, accaduti; tuttavia il messaggio implicito che Travaglio ha esternato é differente. Passiamo a Che tempo che fa solo un istante: sentiremo Travaglio rispondere a Fazio circa la situazione giornalistica italiana asserendo che se il clima politico induce a una distensione [...] Schifani ha avuto delle amicizie coi mafiosi? Se io non scrivo che Schifani ha avuto delle amicizie coi mafiosi perché non lo vuole né la destra né la sinistra: e io che c'entro con la destra e la sinistra? [...] Io devo raccontarlo. L'ha raccontato Lirio Abbate [...] O hanno il lcoraggio di dire che Lirio Abbate é un mascalzone, un mentitore; oppure hanno il coraggio di prendere nota di quello che scrive della seconda carica dello stato e di chiedere semplicemente di spiegare quei rapporti con quei signori che sono stati poi condannati per mafia. Invece noi - purtroppo - andiamo a rimorchio del clima politico.  Schifani viene citato come esempio di filtraggio da parte dei media e, oltretutto, sono indicate le fonti. Ma non ci basta: é D'Avanzo stesso ad agitare l'ambiguità della seconda carica dello stato che, dalle inchieste del 2002, ha sempre preferito tacere sul quel suo passato sconsiderato. Non dovevamo essere precisi? Il passato é sconsiderato, Travaglio rimbrotta che i giornali non chiedono di spiegare quel che il Presidente del Senato tace e... Il torto é di chi chiede.
Ma quando il giornalista di Repubblica (che ci sa fare) rivolge contro Travaglio il suo stesso metodo, colpisce e sembra vincere. Sembra, per tre ottimi motivi: il primo é che Travaglio, a differenza di Schifani, non tace e spiega la vicissitudine; aggiungiamo che nella conversazione si capisce di cosa parlano, mentre dall'articolo no (anche se, ad essere onesti, é lo stesso problema della televisione: un argomento debole); terminiamo col fatto che muoversi a Villabate (e non in vacanza) pone due possibilità: capire o non capire. Se non si é in grado di comprendere chi si ha di fronte, forse non é il caso di amministrare la res publica. Anche perché Schifani ha sempre avuto sfortuna nello scegliersi le amicizie. Comunque, come già scritto nel post sul discorso d'insediamento, da questo mi astengo: troppi ci giocano. Ma in un paese dove la mafia é così infiltrata, ecco, forse, bisognerebbe davvero chiedere trasparenza, sciogliere i dubbi.
Per amor della precisione citata da Giuseppe D'Avanzo, in fondo vi sono vari link: il primo riporta la visione "cinica" di Abbate e Gomez: l'estratto da I complici. C'é una parte anche sulla gsm (credevate fosse solo la Siculabrokers? Spiacenti). Tra un matrimonio e l'invito "meritato", bisognerebbe che la stampa - troppo impegnata a giocare per conto del padrone sul cambio in Rai - ci ricordasse quali leggi voleva toccare da senatore e tutta la sua biografia. Per terminare, importantissimo, Schifani ha querelato Campanella per le dichiarazioni rese sul suo conto. Solo con tutti i fatti (senza omissioni di sorta) si é utili al lettore.

Voglio esprimere solidarietà al giornalista Giuseppe D'Avanzo che, oltre alla querela da Travaglio, é stato querelato da Giuseppe Ciuro (il web riporta un'articolo attribuito a Marzio Tristano). D'Avanzo ha fatto in passato ottime inchieste ma per una volta ha toppato le fonti. Anche se, a leggere Repubblica, le fonti dicono il vero.

Perché vi facciate una vostra idea sulla biografia:
- estratto de I complici
- un intervento di parte con fonte l'Espresso
- l'Unità riprende gli atti

La sua scheda sul sito del senato: se un uomo é rappresentato dalle sue azioni, questo é il luogo dove cercare. Dicono sia neutrale: un buon modo per farsi un giudizio sereno.

Ai fan di Travaglio (che son molti, troppi): la battuta sulla muffa potrebbe essere risolta col diritto di critica, per quanto possa essere un giudizio forte. Per il resto, Schifani citò l'Espresso per le medesime informazioni nel 2002, ma perse la causa. In ogni caso le condizioni erano differenti.

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POLITICA
2 maggio 2008
Il discorso di Schifani
Con un'ottima maggioranza a sostegno é eletto immediatamente Presidente del Senato. E' una prova di forza del governo Berlusconi III in un certo senso. Dell'onorevole una delle battaglie più importanti é stata quella riguardante il famoso 41-bis (carcere duro). E' un po' meno ricordato per la Siculabrokers, società in cui figuravano anche alcuni boss. Ma proprio qui chiedo di soprassedere essendo il suo ruolo più strumentalizzato che reale: cambia a seconda del parlante.
Il discorso dell'insediamento é iniziato bene: un plauso a Marini per il suo equilibrio e la promessa di fare altrettanto. Un saluto particolare viene rivolto anche ai senatori a vita, tanto criticati nella scorsa legislatura per il loro ruolo da ago della bilancia (il che può anche esser considerato lecito, non essendo eletti). Purtroppo l'onorevole Schifani cade poco dopo. Ricorda che nella Carta c'è la nostra storia, il nostro passato, le nostre speranze, il nostro futuro. Detto da uno degli autori del lodo Maccanico-Schifani, legge ad personam, approvata e subito cassata, é difficile distinguere se sia uno sproposito o una velata minaccia. La confusione aumenta parlando di legalità come valore irrinunciabile. Per un attimo temo di sbagliarmi: non si trova Schivani nel PdL? I presenti tornano a respirare: legalità e sicurezza sono le richieste più pressanti che vengono dalla gente, dal Nord al Sud. Sta quindi parlando della microcriminalità: il riferimento alla gente sembra chiaro. Finezze politiche. Ma le persone sono ancora interessate alla mafia: insieme infatti all'azione di contrasto a tutte le mafie, occorre intensificare e migliorare le strategie per combattere quella dilagante criminalità che sta rendendo invivibili ampie aree del nostro Paese. E' molto più di quello che si potesse aspettare: non solo lotta dura ai delinquenti, ma anche alla criminalità organizzata. Chissà se qualcuno dei novellini ha pensato anche ai collusi al loro fianco(i soliti noti), o se l'intervento si é riferito ai soli mafiosi con bollino. Il neo-presidente rischia di vedersi fulminare dal suo partito, ma sa rimediare: si tratta di un problema che va affrontato con la necessaria attenzione perché serie e fondate sono le preoccupazioni dei cittadini anche in ordine alla relazione tra una parte significativa dei reati commessi e l'immigrazione clandestina di soggetti con pesanti storie criminali. Fuori gli extracomunitari e rimarranno gli italiani onesti. Forza Lega. Un pessimo modo d'intendere la sicurezza. Schifani riprende poi il discorso sulla mafia ricordando che il Parlamento ha legiferato proficuamente, stabilizzando il 41-bis (il cosiddetto carcere duro) ed ha sostenuto magistratura e polizia giudiziaria in quella fruttuosa opera che da sette anni ad oggi ha consentito la cattura di pericolosi latitanti ai vertici della criminalità organizzata, recidendo molti rami della mala pianta del racket delle estorsioni. Ha purtroppo dimenticato, l'onorevole, le candidature degli ultimi tempi nella Commissione Antimafia, senza contare la magistratura bloccata: senza soldi e delegittimata dallo stesso Presidente del Consiglio, a più riprese. Ringrazia anche Falcone e Borsellino: spero che a questo punto sia stato applaudito, ma non ci conto. Il discorso continua con le nostre radici cristiane: basta! E' risaputo fino alla nausea che le nostre radici sono cristiane: ma, per favore, tenetele lontane dalla politica queste radici. Soprattutto quando il dovere umanitario di un cristiano diventano le missioni di pace che sotto l'egida dell'ONU contribuiscono all'impianto di servizi umanitari e spesso all'avviamento di nuove democrazie. L'impressione é un ottimo discorso insensato nel posto sbagliato.

Edit: per informazioni sulla vicenda Siculabrokers si rimanda a www.casadellalegalita.org

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POLITICA
5 marzo 2008
I mancanti
Mentre a me é interessato più vedere le facce presenti nelle liste del PD - perché quelli sono i personaggi a cui ci consegneremo - altri hanno preferito vedere le grosse mancanze.

Dategli uno sguardo:

- http://www.beppegrillo.it/2008/03/un_morto_che_ca.html#trackbacks
- http://www.pieroricca.org/2008/03/04/nando-dalla-chiesa/
- http://www.osservatoriosullalegalita.org/08/note/03mar1/0404mafiavoto.htm
- http://www.diario.it/home_diario.php?page=cn04042302

Chi tra voi pensa ancora di votare, forse dovrebbe sentirsi di escludere una possibilità.
POLITICA
23 febbraio 2008
Condannati: NO. Ma...
Finalmente una parodia bella e bipartisan. Iniziamo dal "nuovo che avanza" (e forse per una volta non sono i resti). Il PD democratico invita nel Codice Etico a non candidare uomini e donne nel caso in cui vi sia emissione di un decreto di giudizio, misura cautelare o condanna (patteggiamento incluso) nel confronto di alcuni reati: mafia, sfruttamento della prostituzione, omicidio colposo (se derivante da inattuazione delle norme di sicurezza sul lavoro), contro la libertà personale/individuale e reati per cui é previsto l'arresto in flagranza. Nel secondo articolo si continua la lista che prevede la punizione nel solo caso di condanna: corruzione, concussione, reato generico di particolare gravità e in caso siano previste prevenzioni previste dalla legge antimafia. I punti del regolamento indicano le problematiche alle candidatura (v. Condizioni ostative alla candidatura e obbligo di dimissioni) ma la possibilità di dimissione non é mai presa in atto. Insicuri se sia una svista o un risparmio di caratteri, curiosiamo invece sul tragicomico mancante.
Tutti i reati non esplicitati cadono nell'opinione ma, soprattutto, pare non esser prevista la prescrizione e la confessione:  chi ricorda D'Alema e i finanziamenti illeciti a lui erogati? Forse lo si ritiene un caso a parte avendo ammesso il reo. Ovviamente, quando il reato era prescritto. Vedremo se sarà candidato.
Siamo in campagna elettorale: passiamo allora le dichiarazioni di Bondi. Al di là della generica "persecuzione politica", ha subito corretto il tiro: é una semplice bozza e sussitono altre variabili: la capacità degli uscenti e storielle varie. Sarebbe stato difficile altrimenti spiegare l'improvviso cambiamento d'umore di un partito (Forza Italia) che in questo settore (le condanne) ha da sempre detenuto il primato. Trovo comunque difficile spiegare come la prima condanna di Berlusconi (falsa testimonianza) non sia politica: é anteriore alla sua discesa in campo. Diamo per scontato che Bondi intendesse almeno l'on. Berlusconi indicando la "persecuzione politica": ci rimane da vederne altri. Non dovremmo quindi più vedere Dell'Utri (false fatture e frode fiscale, concorso esterno in associazione mafiosa, tentata estorsione), Jannuzzi (diffamazione a mezzo stampa), Alfredo Vito (ventidue corruzioni accertartate) e la lista ne comprende ancora alcuni. Potete liberamente giocare a trovarli.
Se per per il PD é ancora quindi tutto da vedere la destra può stare tranquilla perché ci pensa Cicchitto a ridimensionare la cantonata del coordinatore di Forza Italia: ho grandi dubbi a lasciare che siano le procure a fare le liste elettorali con i loro avvisi di garanzia o altre iniziative giudiziarie.

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Citazioni:

La via dell'uguaglianza si percorre solo in discesa: all'altezza dei somari è facilissimo instaurarla. [Rivarol]

Il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: per questo è detto democrazia. Le leggi assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo i meriti dell’eccellenza. Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo stato, non come un atto di privilegio, ma come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce impedimento. [...] Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevano offesa. [...] La nostra città è aperta al mondo; noi non cacciamo mai uno straniero. [...] Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private. Un uomo che non si interessa dello Stato non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benché soltanto pochi siano in grado di dar vita ad una politica, noi siamo tutti in grado di giudicarla. Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla strada dell’azione politica.[Pericle, citato da Tucidide]