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ilteatrino
Se la politica é una farsa, almeno ridiamoci sopra.
8 luglio 2008
Una pena di G8
Mentre il governo s'accorge solo ora che la Robin Tax la pagheranno i consumatori, anzi no, ma forse sì, quindi resta, comunque va ritoccata (mai una dichiarazione che fosse chiara e coerente) il G8 mostra il suo livello scadente.
I paesi s'impegnano a ridurre le emissioni di anidride carbonica entro il 2050. Non é dato sapere di quanto, ma non é importante: perché il petrolio finirà prima. Soprattutto se gli stessi paesi chiedono un aumento dell'estrazione per contrastare la crisi imminente. Assolutamente ridicolo: chi lo farà notare? Esistono molti modi per ridurre l'inquinamento e allentarsi dalla morsa dei petrolieri mantenendo un'economia efficiente. Certo che, finché un nobel come Rubbia viene mandato a lavorare in Spagna, che in Italia gli affaristi della politica debbono mantenere la loro cricca, certamente passi avanti non se ne faranno. Uscendo dal piccolo quanto insignificante bel paese però ci si aspetterebbe maggiore serietà. Magari, non guasterebbe, un po' di politica che sappia vedere al di là del giorno successivo, un minimo di buonsenso.
Il problema si pone in termini facilmente identificabili: sappiamo che il petrolio terminerà in una decina d'anni e non si rigenererà. Sappiamo sfruttare le fonti rinnovabili. La soluzione, a questo punto, é semplice: costruire impianti energetici e stimolare le aziende ad adottare soluzioni alternative e concorrenziali, ad esempio nei trasporti. Introdurre l'obbligatorietà dell'autosufficienza energetica nei progetti edilizi. Adottare, anche a livello comunale, soluzioni per il risparmio energetico (anche l'illuminazione può esser gestita in molti modi).

Si badi bene: non é possibile scollarsi dal petrolio in breve, forse non lo sarà mai. In ogni caso é fattibile allentarsene, o meglio: é oramai indispensabile.
Più comico che pazzesco.

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permalink | inviato da Comparsa il 8/7/2008 alle 11:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
10 giugno 2008
Hood, Robin
Una tassa alle compagnie petrolifere per redistribuire gli utili ai poveri. Tassa che andrà a rifarsi sulla benzina e, quindi, sul consumatore, indiscriminatamente: abbiente o meno. Aggiungiamo che prima lo Stato incassa e poi, eventualmente, decide quanto redistribuire e avremo la genialata.

Ministro Tremonti, che ne pensa di tassare un po' di più anche pane, pasta, riso e alimenti vari? Chissà: forse il commerciante si sentirà in dovere di abbassare i prezzi. O, comunque, se li aumenta, tornano con le tasse. Dopo. Forse.

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permalink | inviato da Comparsa il 10/6/2008 alle 22:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
POLITICA
26 maggio 2008
Decisionismo
Tremonti ha dato prova di fare. Non solo con le banche ha regolarizzato una situazione che già veniva proposta (sperando ora che il cittadino sia informato) ma ha tagliato l'Ici anche a chi era rimasta (già: ai poveri aveva già pensato Prodi). Una manovra valutata 2 miliardi da Il Sole 24 Ore: soldi che sembrano essere stati presi dai fondi per l'avanzamento anche della Sicilia, alla faccia dell'alleanza con l'Mpa che su questi temi si é fatto l'elettorato. Meno bene Maroni, abbiamo detto, che oltre ad aver reintrodotto il concetto di razza nella legislazione fin dal decreto (sotto forma di aggravamento delle pene; nel ddl col reato d'immigrazione clandestina). Inefficace sotto molti fronti, é però un segnale importante, consistente sul piano politico e sociale. Il tanto decantato reato di clandestinità alla fine si é tradotto in un divieto d'ingresso: nessuna espulsione, insomma. Non essendo reato la semplice presenza, bensì l'entrata, andrebbe dimostrato che il clandestino abbia varcato la frontiera dopo il decreto. Già: la Costituzione vieta (giustamente) le pene con effetto retroattivo. Propaganda pura e semplice. Si é parlato anche di nucleare: l'Enel ha parlato di soli quattro siti. Un'operazione insufficiente a reggere alcunché, soprattutto in un paese dove sarebbe ora d'individuare un piano energetico serio ad ampio raggio. Si sarebbe potuto cogliere la palla al balzo e proporne uno ora ma, evidentemente, non c'é alcun interesse nel dibattere uno dei problemi più annosi in cui imperversiamo. Così, tra un tentativo di sospendere temporaneamente il processo Mills, un emendamento per sistemarsi davanti all'UE sulle reti e il blocco della magistratura a Milano, andiamo a valutare, ora, le decisioni riguardanti l'emergenza eterna di Napoli. Il governo ha aggirato il problema di sapere cosa ci fosse sotto le discariche: a Chiaiano, ad esempio, la scelta ricade sopra a una falda acquifera, a soli 1000 metri dalle prime case e poco più dall'ospedale. Ed infatti la polizia non é riuscita a far arretrare la folla che, forse La Russa non ha ancora capito, non ha dato il via agli scontri. Non si capirebbe altrimenti come mai la cinepresa del Tg3 sia stata rubata da un poliziotto, i giornalisti ben tenuti alla larga. Tornando alle misure prese, mi chiedo perché lo Stato non abbia chiesto a gran forza le dimissioni dei politici del fallimento, ripescando addirittura un vecchio commissario e affidandogli nuovi poteri in merito. Né comprendo la decisione di espropriare i contadini: mai me lo sarei aspettato da Berlusconi che a torto o a ragione, ha sempre gridato all'esproprio quando il centrosinistra usava ancora attaccare le sue televisioni. Comunque, per non rovinare il decisionismo che l'Italia tanto ama, vorrei sapere cosa ci sia intenzione di fare ora:  la differenziata, senza i cassonetti, non parte. Barbara Helfferich, portavoce del commissario Ue all'Ambiente non critica ma rilancia in questo senso: i problemi  strutturali rimangono. L'Italia deve adottare un piano per la gestione e lo smaltimento dei rifiuti al più presto. Purtroppo le decisioni arrivano, le azioni decise invece, tardano ancora.
POLITICA
23 maggio 2008
L'altra faccia del mutuo
Il Ministro Tremonti ha fatto un gran lavoro permettendo alle famiglie che avevano contratto un mutuo variabile di riportare le rate al prezzo, bloccato, del 2006. Prima della crisi dei subprime. E' bene ricordare tuttavia che le banche non sono dei servizi pubblici bensì enti a scopo di lucro. Sembra folle chiarirlo, eppure c'é ovviamente un tornaconto. Tremonti ha spiegato al TG1 che se nella vita del mutuo, che è mediamente 17 anni in Italia, i tassi di interesse salgono ancora la vita del mutu viene allungata di un po’, se i tassi scendono, ed è sempre possibile ed anche augurabile, allora quel guadagno va a vantaggio della famiglia che acquista un corrispondente credito. Quello su cui ora il governo deve vigilare é che non vi siano soprusi, ossia che, come auspica la Codacons, chi ha acceso un mutuo deve avere la consapevolezza che ciò che non viene pagato nella rata dovrà essere pagato a fine mutuo caricato degli interessi. L'Adusbef, molto poco raggiante, ha fatto qualche conto: i risparmi teorici di 850 euro l'anno sono del tutto campati in aria, per effetto dell'allungamento della durata del debito, gravato da interessi variabili legati all'Irs e fino alla copertura del debito residuo, ossia capitali e interessi che porteranno a 23-24 anni un prestito originario di 20 anni. Ipotizzando di riportare al 4,5% un mutuo a tasso variabile ora al 6,0%, la minore rata mensile comporterà una riduzione dell'esborso annuo che, rivalutato, sarà accodato alla fine del mutuo. Supponendo un mercato "stabile" (mentre probabilmente i tassi continueranno a crescere) e che i minori importi siano rivalutati al tasso del 5%, secondo l'Adusbef un mutuo da 100.000 euro in 20 anni darà luogo ad altre 9 rate mensili se mancano 5 anni, 20,7 rate se mancano 10 anni e 35,6 rate se mancano 15 anni all'estinzione del mutuo.
Considerando quanto il tasso variabile possa soffocare una famiglia, il Ministro dell'Economia ha operato un buon lavoro ma ora tocca alle banche essere chiare ed esplicite nello spiegare cosa succede rinormalizzando i tassi. Trasparenza che, negli anni passati, é venuta a mancare, travolgendo specialmente i piccoli risparmiatori.

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permalink | inviato da Comparsa il 23/5/2008 alle 15:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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Citazioni:

La via dell'uguaglianza si percorre solo in discesa: all'altezza dei somari è facilissimo instaurarla. [Rivarol]

Il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: per questo è detto democrazia. Le leggi assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo i meriti dell’eccellenza. Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo stato, non come un atto di privilegio, ma come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce impedimento. [...] Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevano offesa. [...] La nostra città è aperta al mondo; noi non cacciamo mai uno straniero. [...] Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private. Un uomo che non si interessa dello Stato non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benché soltanto pochi siano in grado di dar vita ad una politica, noi siamo tutti in grado di giudicarla. Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla strada dell’azione politica.[Pericle, citato da Tucidide]