.
Annunci online

ilteatrino
Se la politica é una farsa, almeno ridiamoci sopra.
POLITICA
10 aprile 2008
Il dovere del voto
Possiamo, dobbiamo essere disgustati da questa campagna elettorale. I partiti nascenti sono stati oscurati sistematicamente dalle tribune politiche. La mafia sente messaggi lanciati da uno schieramento. Il razzismo porta voti. Il folklore fa notizia. Le responsabilità vengono taciute. Le stupidaggini portano alla ribalta. L'ignoranza la fa da padrone. Gli onesti vengono rimossi. Tra delinquenti, avanzi, voltagabbana, incoerenti, assenti, falsi, ipocriti, il giorno del voto si avvicina.
La Costituzione ci spiega che il voto é un dovere. Fino al 1983 non votare significava macchiarsi la fedina. Comunque l'assenteismo non porta a nulla. Non prendiamocela troppo coi clandestini: tra poco toccherà ancora a noi emigrare.

L'uomo politico in Italia è uomo avvocato. Il dire niente in molte parole è stata sempre la prima qualità degli uomini politici; che se hanno sommato il dire niente al parlare fiorito, hanno raggiunto la perfezione. Giuseppe Prezzolini, Codice della vita italiana. Vignetta di Vauro mostrata ad Annozero.

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. elezioni prezzolini

permalink | inviato da Comparsa il 10/4/2008 alle 21:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
politica interna
26 marzo 2008
La truffa degli spazi
Mentre si gioca a tirare in ballo la par condicio, più o meno opportunamente a seconda dell'intelligenza disponibile, nessuno parla di uno dei problemi maggiori senza ideologie: l'assegnazione degli spazi. Neppure, lo dico con una nota di biasimo, Articolo21, che pure della battaglia all'informazione fa il suo stendardo.
Chi conosce i nuovi candidati premier? Intendo, con nuovi, non gli avanzati (PD insegna); quelle persone che, con gran fatica, hanno raccolto le firme necessarie a presentarsi alle elezioni politiche, parecchie firme. Queste sono le persone più simili ai cittadini, con più voglia di fare di quest'ultimi, con più conoscenze dei problemi reali dei politici di professione, con meno possibilità di crearsi dal nulla un giornale o uno spazio televisivo (Brambilla docet). Queste sono le persone che vogliamo vedere: le proposte più serie possono farle loro.
L'informazione dovrà renderne conto - spero - un giorno. Nel frattempo, benché con pochissima voglia a quanto pare, Vespa dovrà subire in trasmissione una di queste facce mai viste. Per una volta, insomma, varrà la pena vedere Porta a Porta (il che é tutto dire) così da conoscere qualcuna delle alternative. I più grandi partiti infatti li abbiamo già sperimentati, che possono dire di nuovo? E soprattutto, chi ha il coraggio di dar loro nuova fiducia? Invitano al voto utile: il voto non é utile quando dato al partito che sa inventarsi il sondaggio più bello, bensì il voto speso nel programma in cui si crede.
Valutare le alternative: ma l'informazione é troppo poco informata per darci delle prospettive serie.

P.S. in chiusura segnalo un articolo di Peter Gomez comparso sull'Espresso riguardante i rapporti mafia-liste.

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. pd pdl vespa alternative informazione

permalink | inviato da Comparsa il 26/3/2008 alle 18:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
POLITICA
23 marzo 2008
Le frasi perdenti.
Dagli all'avversario! Nonostante i toni pacati, sembra essere solo Veltroni a non gettarsi nella querelle politica. Tuttavia qualche verità si nasconde persino tra le stoccatine tra i diversi leader oltre che nelle loro frasi ad effetto.
Come non esser d'accordo quando Santanché afferma che il 50% dei parlamentari se non facesse politica avrebbe molte difficoltà ad inserirsi nel mondo del lavoro? ed ecco la conferma di Casini: mi dispiace, Fini ha una così scarsa conoscenza dei meccanismi parlamentari che ha perso una occasione per tacere. Ma poiché polemizzo già con Berlusconi è inutile polemizzare anche con i replicanti. Tuttavia lo dice con garbo, perché il suo non il partito incazzato e con la bava alla bocca (come lo autodefinisce la Santanché). Quindi certe cose non le mandano certo a dire. Anzi, meglio sparare alto sugli altri, perché non é detto che La Destra superi lo sbarramento. Dovrebbero chiedere consigli a Berlusconi; lui i sondaggi sa come farseli fare: ne é convinto d'Alema il quale nota come Berlusconi dispone di sondaggi suoi che dicono che lui è il più bravo, il più bello, che vince. Solo il suo, of course. D'altra parte un poco ha anche ragione: tra centrosinistra e pseudo-centrodestra gli elettori non sanno che pesci pigliare: i programmi sono identici ed a dirlo é proprio il Cavaliere, probabilmente imbarazzato, chiarendo ai suoi che la stessa mattina avevano ascoltato Walter Veltroni spiegare il suo programma, e non è ironia. Chissà che noia, poveri forzisti.
O forse non sono poi così uguali, questi programmi? Lo dice Casini riferendosi al Cavaliere: a una certa età non si dovrebbero più dire bugie. Ma allora non ci possiamo fidare! Anche Cesa non si fida, soprattutto perché ritiene l'imprenditore di Arcore parecchio attempato (suggerirei all'on. Berlusconi di fare una bella cura di fosforo e anche un po' di Gerovital non gli farebbe male). A questo punto facciamogli un favore: farlo tornare al governo sarebbe voler veramente male a quell'uomo perché sarà un 'lavurar de la Madona. Facciamogli un favore, a lui che ha dato tanto: non votiamolo.
Ma se i programmi sono gli stessi, come anche Beppe Grillo sostiene, troviamo almeno le 10 differenze tra i candidati! Enrico Boselli teme di essere all'Isola dei Famosi ma Berlusconi lo dice chiaramente: lui le soubrette non le mette in lista, ci farebbe ben altre cose (forse non é così vecchio come si dice, o forse sì, perché poi fa notare come nel PD si voglia andare avanti con l'archeologia: dopo Pompei, ecco d'Alema; che pure é più giovane). Secondo Diliberto é veltroni a far male le liste: candida "La Qualunque". Gasparri lo corregge: c'infila le shampiste. Sarà lecito chiedersi se anche loro sono come la Santanché che, parlando della sua carriera, sostiene di non essere mai scesa a compromessi, di non aver mai ceduto, in altre parole di non averla mai data? Ma forse, queste elezioni, conviene far come Mastella: con la nostra 'munnezza' questa volta ci terremo anche i nostri voti e non li daremo né a Roma né a Milano.
POLITICA
5 marzo 2008
I mancanti
Mentre a me é interessato più vedere le facce presenti nelle liste del PD - perché quelli sono i personaggi a cui ci consegneremo - altri hanno preferito vedere le grosse mancanze.

Dategli uno sguardo:

- http://www.beppegrillo.it/2008/03/un_morto_che_ca.html#trackbacks
- http://www.pieroricca.org/2008/03/04/nando-dalla-chiesa/
- http://www.osservatoriosullalegalita.org/08/note/03mar1/0404mafiavoto.htm
- http://www.diario.it/home_diario.php?page=cn04042302

Chi tra voi pensa ancora di votare, forse dovrebbe sentirsi di escludere una possibilità.
POLITICA
4 marzo 2008
L'ho detto prima io.
Nulla da dire: é Veltroni a fare i tempi.
I giorni scorsi si sono svolte le mini-primarie sebbene Veltroni abbia chiarito che una su tre sarebbe stata decisa da lui in persona. E così, con 32 deroghe al limite delle tre legislature, passiamo alla carta: subito tra i salvati D'Alema (capolista in Puglia e Campania) e Fassino in Piemonte seguito dall'operaio della Thyssen, Boccuzzi (cui Veltroni ha dato un nuovo ruolo: uomo pubblicità), Luigi Bobba (l'inventore del termine teodem, strenuo oppositore dei dico) e Cesare Damiano (l'ex-sindacalista ed ex-ministro responsabile dei "fondi pensione"), la conosciutissima Emma Bonino e Della Seta (quest'ultimo ex-Verdi). In Lombardia Colaninno (sindacalista), Veltroni, E. Letta e, finalmente, un "tecnico": Antonello Soro, medico, con già quattro legislature alle spalle, in politica più o meno da trent'anni'anni il suo orologio biologico ne scandisce sessanta. Qualche parola in più merita Veronesi: incaricato precequasdentemente d'indagare la validità del fantomatico metodo Biella, oncologo favorevole ai termovalorizzatori che, in cerca dei colpevoli, indica l'alimentazione a base di carne: le polveri ricadono sull'erba che viene mangiata dagli animali fino ad arrivare a noi (ignorando che lo stesso varrebbe per un vegetariano coi pomodori). Da ricordarsi anche la sua uscita ad Annozero, discutendo con Biella di un tema tanto delicato che nessuno agisce concretamente per paura di spezzarlo: l'energia nucleare.
Ecco quindi la Bindi, Calearo (fu favorevole allo sciopero fiscale della lega), ad Enrico Mora (quattro legislature vissute, di nuovo ha ben poco; all'opposizione disse coraggiosamente: Noi non siamo un granché, ma voi avete fatto un disastro, come se ciò fosse sufficiente) fino a Nerozzi (cgil). In Friuli troviamo nuovamente Damiano (ci tengono). Altri nomi: Pegorer (quasi nuovo), Gianclaudio Bressa (ex-dc, tre legislature passate, consulente aziendale), Giovanna Melandri (quattro legislature, é una donna amante del calcio con le idee un poco confuse ), Roberta Pinotti (anche lei quasi nuova), Dario Franceshini (un po' usato) ed altri non propriamente nuovi: Michele Ventura, Chiti, Vittoria Franco, Achille Serra (anche lui interessato al calcio?), Maria Paola Merloni, Giorgio Tonino, Marina Sereni, Rutelli, Mauro Agostini, Livia Turco, Giovanni Lolli, Franco Marini, Paolo Gentiloni (le speranze di evitare la maximulta per la mancata assegnazione delle frequenze a questo punto scema).
Finalmente si ritrova una "novità": Donatella Ferranti, Segretario Generale del Csm. Subito ricadiamo nel baratro dell'usato: Beppe Fioroni (il Ministro che non capì che non é possibile fare seri esami senza serio insegnamento), Ugo Sposetti, Paolo De Castro, Nicola Latorre.
Altra novità: Giarico Carofiglio, scrittore, porterà il realismo dei suoi libri in questa parodia d'usato? Perché nuovamente troviamo Luigi Nicolais e Giulio Santagata.
Arriviamo quindi a Pina Picierno, giovanissima, e Luigi De Sena (prefetto calabrese), per ricadere su Follini (ex-udc deluso), Marco Minniti, Rosa Calipari, Salvatore Margiotta, Augusto Massa, Roberto Ruta. E dopo la "nuova" Alessandra Siragusa (nel Parlamento, almeno) e Giuseppe Beretta vediamo i "nuovi", per modo di dire, Ignazio Marino, Enzo Bianco, Arturo Parisi, Antonello Cabras.
Il miglioramento, se c'é, si vede poco. Nelle posizioni utili rimangono i big e i nomi utili per la pubblicità. Lo sforzo più ampio risulta essere quello sull'introduzione delle quote rosa.
Sarà anche nuovo, ma la garanzia dev'essere già scaduta.
POLITICA
23 febbraio 2008
Condannati: NO. Ma...
Finalmente una parodia bella e bipartisan. Iniziamo dal "nuovo che avanza" (e forse per una volta non sono i resti). Il PD democratico invita nel Codice Etico a non candidare uomini e donne nel caso in cui vi sia emissione di un decreto di giudizio, misura cautelare o condanna (patteggiamento incluso) nel confronto di alcuni reati: mafia, sfruttamento della prostituzione, omicidio colposo (se derivante da inattuazione delle norme di sicurezza sul lavoro), contro la libertà personale/individuale e reati per cui é previsto l'arresto in flagranza. Nel secondo articolo si continua la lista che prevede la punizione nel solo caso di condanna: corruzione, concussione, reato generico di particolare gravità e in caso siano previste prevenzioni previste dalla legge antimafia. I punti del regolamento indicano le problematiche alle candidatura (v. Condizioni ostative alla candidatura e obbligo di dimissioni) ma la possibilità di dimissione non é mai presa in atto. Insicuri se sia una svista o un risparmio di caratteri, curiosiamo invece sul tragicomico mancante.
Tutti i reati non esplicitati cadono nell'opinione ma, soprattutto, pare non esser prevista la prescrizione e la confessione:  chi ricorda D'Alema e i finanziamenti illeciti a lui erogati? Forse lo si ritiene un caso a parte avendo ammesso il reo. Ovviamente, quando il reato era prescritto. Vedremo se sarà candidato.
Siamo in campagna elettorale: passiamo allora le dichiarazioni di Bondi. Al di là della generica "persecuzione politica", ha subito corretto il tiro: é una semplice bozza e sussitono altre variabili: la capacità degli uscenti e storielle varie. Sarebbe stato difficile altrimenti spiegare l'improvviso cambiamento d'umore di un partito (Forza Italia) che in questo settore (le condanne) ha da sempre detenuto il primato. Trovo comunque difficile spiegare come la prima condanna di Berlusconi (falsa testimonianza) non sia politica: é anteriore alla sua discesa in campo. Diamo per scontato che Bondi intendesse almeno l'on. Berlusconi indicando la "persecuzione politica": ci rimane da vederne altri. Non dovremmo quindi più vedere Dell'Utri (false fatture e frode fiscale, concorso esterno in associazione mafiosa, tentata estorsione), Jannuzzi (diffamazione a mezzo stampa), Alfredo Vito (ventidue corruzioni accertartate) e la lista ne comprende ancora alcuni. Potete liberamente giocare a trovarli.
Se per per il PD é ancora quindi tutto da vedere la destra può stare tranquilla perché ci pensa Cicchitto a ridimensionare la cantonata del coordinatore di Forza Italia: ho grandi dubbi a lasciare che siano le procure a fare le liste elettorali con i loro avvisi di garanzia o altre iniziative giudiziarie.

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. pd giustizia etica fi condannati

permalink | inviato da Comparsa il 23/2/2008 alle 1:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
POLITICA
21 febbraio 2008
Non dimentichi qualcuno Veltroni?
De Mita ha bevuto una bella dose di fiele. Ricordando il suo rapporto idilliaco con Veltroni ed estendendolo alle mogli, si stupisce che sia escluso dagli eleggibili. L'esperienza, signori, l'esperienza! Dopo ben 44 anni e 9 mesi (simpatica risposta del leader PD) é tempo di ritirarsi. Fingendo che ogni legislatura sia durata ben 5 anni (quantomai assurdo, in Italia) si troverebbe alla conclusione del nono mandato. In realtà, De Mita ha saltato una legislatura (sciocchezze: due anni) ma raggiunge comunque la ragguardevole cifra di undici legislature.
Tuttavia, De Mita ha ragione.

Sì, ho detto che ha ragione a lamentarsi.

Lo ripeto. Lo statuto del PD é chiaro: massimo tre mandati. Fassino, non ti nascondere! D'Alema, pure lei!

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. pd fassino veltroni statuto de mita

permalink | inviato da Comparsa il 21/2/2008 alle 8:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
19 febbraio 2008
Tonino: essere o non essere?
L'accordo IdV-PD é stato un fulmine a ciel sereno: caldamente osteggiato dai filoberlusconiani del Partito Democratico, l'IdV stessa potrebbe perdere quegli elettori che - forse spaesati da Grillo - gli erano giunti. La confusione nasce soprattutto da cosa possano fare i "dialoganti" assieme a un partito con a capo un ex-pm. La scena é di per sé comica se non fossero tragici i commedianti: Veltroni e Di Pietro a braccetto si pongono al tavolo con - per dirne giusto uno - Cuffaro. Per fortuna, caro Tonino, che almeno Mastella non lo devi più vedere: ma sei sicuro di averci guadagnato? Dal tuo blog affermi di dover essere dentro le istituzioni per rinnovarle ma ecco che, come apri bocca, subito ti s'invita a ricucirla e attenerti al programma. Cosa penseranno gli elettori dell'IdV che credevano l’Italia dei Valori avesse "una propria identità e un programma ben preciso"? Soprattutto che penseranno quegli stessi elettori che ti leggono affermare di aver sottoposto i tuoi 11 punti programmatici a Veltroni che - a tuo dire - non avrebbe fatto una piega? Evidentemente le cose non stanno proprio così: uno dei due s'é rigirato l'altro o, peggio, entrambi rigirano l'elettorato. Caro Tonino, stavolta sarai giudicato per quello che stai facendo - proprio come chiedevi tempo fa: dopo aver criticato a parole il governo ma sostenutolo a fatti, trovi un altro amicone da cui farti dettar legge. Inutile: gli ex-pm rimangono tali anche da politici: se non hanno una legge da seguire dev'esserci qualcuno a dettargliela.

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. pd di pietro veltroni programma elettorale

permalink | inviato da Comparsa il 19/2/2008 alle 20:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
POLITICA
18 febbraio 2008
Prima pensa. Poi, parla.
Neppure da morti si potrà riposare. D'altronde, non serve tirare in ballo Biagi: é sempre stato chiaro che l'on. Berlusconi si sia battuto strenuamente perché "non lasciasse la televisione ma alla fine prevalse in Biagi il desiderio di poter essere liquidato con un compenso molto elevato". Diciamo che dubitiamo e crediamo, anche se il giornalista, al suo ritorno in Rai con Il Fatto dichiara nei primissimi minuti:

"C'era attorno a me la nebbia della politica e qualcuno ci soffiava dentro. [...] Ci sono dei momenti in cui si ha il dovere di non piacere a qualcuno. E noi non siamo piaciuti".

Ahia. Qualcuno ha indicato qualcun altro. In fondo, l'Editto di Sofia lo conosciamo tutti: più famoso del Colosseo, non c'é italiano degno di questo nome a non ricordare quel momento, comunque la pensi. Anche oggi, probabilmente Biagi risponderebbe allo stesso modo: ecco la replica nell'ultima puntata:

"Ed è la prima volta che un presidente del consiglio decide il palinsesto - cioé i programmi - e chiede che due giornalisti - Biagi e Santoro - debbano entrare nella categoria dei disoccupati. L'idea poi di cacciare il comico luttazzi é più da impresario, qual del resto lei é, che da statista.
Cari telespettatori questa potrebbe essere l'ultima puntata del fatto dopo 214 trasmissioni non é il caso di commemorarci eventualmente meglio esser cacciati dalla per aver detto qualche verità che restare a prezzo di certi patteggiamenti.
Signor presidente. Non tocca a lei licenziarmi, penso che qualcuno mi accuserà di uso personale del mio programma - che del resto dura da anni - ma in questo caso per raccontare una storia che va al di là della mia trascurabile persona e che coinvolge un problema fondamentale: quello della libertà d'espressione
".

Il primo incontro di cui sono a conoscenza dei due risale al febbraio1986: anno pieno di emozioni per il Cavaliere. Siamo ancora agli inizi, ma questo é l'anno della nascita della figlia Eleonora, la diffusione del gruppo in Francia, l'acquisto del Milan e, a fine anno, l'attentato attribuito allo stalliere Mangano (ma fatto "con affetto").
Torniamo in tema. L'Editto Bulgaro avverrà solo nel 2002 e qui le opinioni divergono. O no? In realtà Berlusconi sostiene di esser stato travisato, ma questa pare essere opinione solo sua. In rete, riflesso della vita reale, i commenti danno per assodato che l'intenzione fosse la pedata. L'unica differenza é che gli autori di centrodestra-forzaitalioti inneggiano al berlusca e insultano Biagi, oppure, se più pacati, rimarcano quanto fosse un giornalistuccio da quattro soldi, meritevole della cacciata. Ai posteri l'abbastanza facile sentenza: per qualche motivo tuttavia gli epuriati si son rifatti vivi senza troppre preghiere... Appena é stato loro permesso.

A futura memoria:
- Biagi intervista Montanelli;
- per chi si é accorto che é stata tagliata una parte, eccola.

P.S. In fuga, chi ha visto Annozero del 14 febbraio avrà sentito Casini rassicurare Santoro: "non abbiate paura".
sfoglia
marzo       

Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

blog letto 1 volte

Citazioni:

La via dell'uguaglianza si percorre solo in discesa: all'altezza dei somari è facilissimo instaurarla. [Rivarol]

Il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: per questo è detto democrazia. Le leggi assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo i meriti dell’eccellenza. Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo stato, non come un atto di privilegio, ma come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce impedimento. [...] Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevano offesa. [...] La nostra città è aperta al mondo; noi non cacciamo mai uno straniero. [...] Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private. Un uomo che non si interessa dello Stato non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benché soltanto pochi siano in grado di dar vita ad una politica, noi siamo tutti in grado di giudicarla. Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla strada dell’azione politica.[Pericle, citato da Tucidide]