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Se la politica é una farsa, almeno ridiamoci sopra.
CULTURA
18 aprile 2008
Viva Fuksas!
Un commento veloce: Fuksas ha definito mentecatti Bossi e Fini per il loro disegno di legge. Ha le sue ragioni. Personalmente estenderei anche a chi li vota. Ha invitato Di Pietro a studiare. Ha dato dell'ignorante all'Italia (generalizzazione).
Il servizio di Striscia la Notizia questa sera ha preso un intervento di Fuksas, contestandolo su una citazione, al fine di mostrare che anche lui é ignorante, non solo gli onorevoli. Sebbene abbia potuto controllare che il servizio era corretto (ho da tirar le orecchio a chi m'ha informato, magra figura :P), due parole sulla battuta finale: Renzo Piano é Renzo Piano. Fuksas é Fuksas. Due poeti possono esser uno migliore dell'altro ma grandi entrambi: non é motivo di delegittimazione per nessuno. In ogni caso Striscia non si rende conto che un solo evento non può generalizzarsi in una regola: Berlusconi ha fatto parecchie gaffe, Fuksas no. Se bastasse un evento, allora Striscia manipolerebbe sempre i video: basti ricordare come la ripresa Ricca-Fede sia stata presa, tagliata, rigirata in modo ignobile dalla trasmissione. Fortunatamente un caso isolato di servilismo.

Torniamo all'ignoranza italiana: chi crede che sia sinonimo di idiozia farebbe bene a discostardi dal continuare a leggere. E' probabilmente un ignorante idiota, senza scampo. Chi sa un minimo l'italiano può tirar da sé le somme del discorso, senza sterili infantilismi. Che la cultura, in Italia, non si trova davvero al primo posto. Gli offesi sono quelli più presi da questo discorso, chissà perché...
Sulla citazione: la frase non é né di Cicerone né di Cesare. O, almeno, potrebbe essere cesariana: Plutarco la attribuisce. Un punto a favore del Presidente.

P.S. per quanto detto nel modo sbagliato, é spaventosa l'ignoranza esibita da alcuni parlamentari. Gente che non sa cosa sia l'ETA, cosa sia la CGIL, che pone la scoperta dell'America al 1800, che crede la gravidanza duri 10 settimane, come può stare al governo? (confronta servizio Le Iene del 2006 o Se li conosci li eviti di Travaglio e Gomez). Dategli torto sul contenuto delle sue affermazioni...

Aggiornato in: 21.16

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televisione
4 aprile 2008
La rabbia (frustrata) di Barnard
Il fatto: l'11 ottobre del 2001 va in onda su Report un'inchiesta di Barnard sul comparaggio. Nel 2003 il rapporto con Report s'interrompe. L'anno successivo un informatore farmaceutico querela in sede civile l'autore dell'inchiesta, la responsabile Gabanelli e, ovviamente, la RAI stessa. La RAI difende anche la Gabanelli, lascia Barnard a sé e promette che, nel caso in cui il processo vada male, sarà sul giornalista che si rifarà di ogni spesa. Nel frattempo, la causa va avanti e le spese legali si fanno generose.
Da qualche giorno impazza una lettera di denuncia di Barnard verso l'azione RAI e della stessa conduttrice di Report: lamenta la mancata assistenza e la messa in mora. I bloggers si scagliano immediatamente nelle sue difese, chi argomentando chi a prescindere, dimenticando tuttavia che (giusto o sbagliato che sia) fino al luglio 2007 la RAI assicurava ai suoi collaboratori la sola e semplice assistenza legale nelle cause penali. Il tutto in modo molto manifesto: il contratto esiste per essere letto e i collaboratori conoscono la pericolosità della situazione: anche nel caso si avesse ragione, un processo é costoso da sostenersi. Ma ha senso mettere in croce qualcuno? Si può lamentarsi a posteriori di una questione sottoscritta e consapevole? Barnard insiste nell'argomentare la "censura legale", questione di per sé importantissima e sottovalutata, ma sfrutta il vittimismo per avere più supporto possibile da parte del pubblico. Tant'é che il popolo della rete parteggia condizionatamente per lui: i forum della RAI sono monitorati, oggetto di ban, cancellazione dei thread, il tutto diviene un sintomo di colpevolezza. Bisognerebbe ricordare a queste persone che un editore o un conduttore non si occupa personalmente dei forum a lui dedicati: sono un servizio gestito da un personale dipendente che segue delle indicazioni generali sulla moderazione.
Tuttavia ci si allontana dal problema. Vero é che la conduttrice non ha preso personalmente posizione contro la decisione dei legali che l'assistono, ma non é questa la reale questione. Barnard sapeva cosa rischiava. E per quanto ce ne dispiaccia, ha acconsentito, senza grandi annunci e battaglie, finché non si é ritrovato in una posizione scomoda. Per favore, se vogliamo parlare di censura legale, stiamo a casa. Se vogliamo attivarci, organizziamoci: lanciare monetine é troppo facile oramai e, oltretutto, sa di déjà vu.

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permalink | inviato da Comparsa il 4/4/2008 alle 20:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
16 febbraio 2008
Due parole prima di iniziare
Nelle tragedie i greci si liberavano tramite un pianto catartico. In Italia purtroppo la tragedia viene vissuta ogni giorno nel reale: da qui la necessità di riderci sopra. Propongo il riso catartico: distaccarsi dagli eventi e riderci sopra. Amare risate.
L'home page de Il Cannocchiale specifica "il mondo visto dal web". Chiunque abbia un po' di dimestichezza con blog e siti personali é in grado di notare che la rete raccoglie un crogiuolo di pareri, una Babele contemporanea che tuttavia sembra presentare delle sfumature più marcate delle altre. Va chiarito immediatamente: la rete NON é affatto democratica. Chiunque lo sostenga o é ingenuo o é in malafede: il carisma conta quanto nella vita reale.
Da semplice comparsa quindi vi invito a commentare, e fin da subito pongo le regole: i commenti sono aperti agli utenti registrati e agli anonimi (sperando non comporti problemi) ma qualunque post razzista o offensivo sarà cancellato senza pietà. Che si gridi alla censura m'interessa poco: ne abbiamo viste di ben più eclatanti e siamo rimasti zitti.

Benvenuti nella farsa.



permalink | inviato da Comparsa il 16/2/2008 alle 15:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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Citazioni:

La via dell'uguaglianza si percorre solo in discesa: all'altezza dei somari è facilissimo instaurarla. [Rivarol]

Il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: per questo è detto democrazia. Le leggi assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo i meriti dell’eccellenza. Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo stato, non come un atto di privilegio, ma come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce impedimento. [...] Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevano offesa. [...] La nostra città è aperta al mondo; noi non cacciamo mai uno straniero. [...] Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private. Un uomo che non si interessa dello Stato non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benché soltanto pochi siano in grado di dar vita ad una politica, noi siamo tutti in grado di giudicarla. Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla strada dell’azione politica.[Pericle, citato da Tucidide]