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Se la politica é una farsa, almeno ridiamoci sopra.
politica interna
20 novembre 2008
Brevi
Dopo una così lunga assenza avrei preferito iniziare con una buona notizia, all'insegna dell'ottimismo. Ma se gli USA ritrovano un poco di speranza l'Italia al massimo, coi barbagianni che si ritrova, può al massimo pensare al futuro prossimo. Se Obama, nel suo discorso, ricorda che non tutto sarà fattibile in cinque miseri anni, i nostri vecchietti hanno paura di non esserci neppure più tra cinque anni.
Se McCain dichiara che lavorerà assieme a Obama, e si congratula, da noi ancora si fanno giochetti sulle commissioni di vigilanza. I più saggi hanno ipotizzato fin da subito le non dimissioni di Villari.
Non ci deve sorprendere. Il personaggio é stato con Buttiglione, poi Mastella (che addirittura si vanta di averlo cresciuto) prima di entrare nella Margherita. Non particolarmente attivo, o mordente (come ben visibile nella scheda del Senato) é proprio l'uomo della garanzia.

Sì, che tutto rimanga esattamente come prima: cambiare perché nulla cambi.

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POLITICA
9 luglio 2008
Forza Italia censurata dai media
Ricordate l'inizio del G8, quando il kit fornito alla stampa americana indicava Berlusconi come il leader di un paese di corrotti? Beh, non era vero.

Riporto dal sito della CNN: Berlusconi burst onto the political scene with no experience and used his "vast network of media holdings" to finance his campaign on a promise to "purge the notoriously lackadaisical Italian government of corruption." [...]

"[H]owever, he and his fellow Forza Italia Party leaders soon found themselves accused of the very corruption he had vowed to eradicate."

In pratica: ha usato le sue televisioni per la sua campagna elettorale. Ma il meglio giunge con l'altra frase: comunque, lui e i membro del suo partito Forza Italia, si sono presto trovati accusati della corruzione che volevano sradicare.

Per qualche motivo, in Italia il nome di un partito viene tradotto con paese. E stamattina se la prendono con Guzzanti, perché ha parlato di pompini e non ha usato il termine aulico and politically correct fellatio. Siamo circondati da sodomiti a quattro zampe.

P.S. qui il testo completo.



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8 luglio 2008
Una pena di G8
Mentre il governo s'accorge solo ora che la Robin Tax la pagheranno i consumatori, anzi no, ma forse sì, quindi resta, comunque va ritoccata (mai una dichiarazione che fosse chiara e coerente) il G8 mostra il suo livello scadente.
I paesi s'impegnano a ridurre le emissioni di anidride carbonica entro il 2050. Non é dato sapere di quanto, ma non é importante: perché il petrolio finirà prima. Soprattutto se gli stessi paesi chiedono un aumento dell'estrazione per contrastare la crisi imminente. Assolutamente ridicolo: chi lo farà notare? Esistono molti modi per ridurre l'inquinamento e allentarsi dalla morsa dei petrolieri mantenendo un'economia efficiente. Certo che, finché un nobel come Rubbia viene mandato a lavorare in Spagna, che in Italia gli affaristi della politica debbono mantenere la loro cricca, certamente passi avanti non se ne faranno. Uscendo dal piccolo quanto insignificante bel paese però ci si aspetterebbe maggiore serietà. Magari, non guasterebbe, un po' di politica che sappia vedere al di là del giorno successivo, un minimo di buonsenso.
Il problema si pone in termini facilmente identificabili: sappiamo che il petrolio terminerà in una decina d'anni e non si rigenererà. Sappiamo sfruttare le fonti rinnovabili. La soluzione, a questo punto, é semplice: costruire impianti energetici e stimolare le aziende ad adottare soluzioni alternative e concorrenziali, ad esempio nei trasporti. Introdurre l'obbligatorietà dell'autosufficienza energetica nei progetti edilizi. Adottare, anche a livello comunale, soluzioni per il risparmio energetico (anche l'illuminazione può esser gestita in molti modi).

Si badi bene: non é possibile scollarsi dal petrolio in breve, forse non lo sarà mai. In ogni caso é fattibile allentarsene, o meglio: é oramai indispensabile.
Più comico che pazzesco.

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30 giugno 2008
Italiano? Zero.
I telegiornali e i maggiori quotidiani continuano ad accostare magnaccia a insulto. Come ha fatto notare Beha il termine é forte ed appropriato.
Se volessimo parlare di trivialità potremmo tornare al "coglioni" di due anni fa. Quello, effettivamente, era un insulto.

A Di Pietro, pur essendo il magnaccia una figura mantenuta dal lavoro delle prostitute (in effetti, i vantaggi della caduta di governo sarebbero stati di Berlusconi) si consiglia l'utilizzo dell'aulico termine lenone. Così passerà del tempo prima che possano ribattere.

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POLITICA
5 giugno 2008
Anno: -1
Stasera, in trasmissione, secondo Alfano i codici dei rifiuti inseriti nel decreto sono di rifiuti non pericolosi. Ricorda poi che le ceneri siano inerti (giuridicamente, perché chimicamente lo sono, comunque tossiche).

Ecco i codici, prendo in prestito uno dei post del blog della trasmissione, di Rossella.

DECRETO-LEGGE 23 maggio 2008, n. 90:
Art. 9, comma 2. “Gli impianti di cui al comma 1 sono autorizzati allo smaltimento dei rifiuti contraddistinti dai seguenti codici CER: 19.12.12; 19.05.01; 19.05.03; 20.03.01; 19.01.12; 19.01.14; 19.02.06; presso i suddetti impianti e’ inoltre autorizzato lo smaltimento dei rifiuti contraddistinti dai seguenti codici CER: 19.01.11*; 19.01.13*; 19.02.05*, nonche’ 19.12.11* per il solo parametro «idrocarburi totali», provenienti dagli impianti di selezione e trattamento dei rifiuti urbani, alla stregua delle previsioni derogatorie di cui all’articolo 18.”
Art. 9, comma 3. “Ai fini dello smaltimento nelle discariche di cui al comma 1, i rifiuti urbani oggetto di incendi dolosi o colposi sono assimilati ai rifiuti aventi codice CER: 20.03.01.”
Fonte: Gazzetta Ufficiale

Elenco codici CER:
“19 RIFIUTI PRODOTTI DA IMPIANTI DI TRATTAMENTO DEI RIFIUTI, IMPIANTI DI TRATTAMENTO DELLE ACQUE REFLUE FUORI SITO, NONCHÉ DALLA POTABILIZZAZIONE DELL’ACQUA E DALLA SUA PREPARAZIONE PER USO INDUSTRIALE

19.12.12 altri rifiuti (compresi materiali misti) prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti, diversi da quelli di cui alla voce 19 12 11.
19.05.01 parte di rifiuti urbani e simili non compostata.
19.05.03 compost fuori specifica.
19.01.12 ceneri pesanti e scorie, diverse da quelle di cui alla voce 19 01 11.
19.01.14 ceneri leggere, diverse da quelle di cui alla voce 19 01 13.
19.02.06 fanghi prodotti da trattamenti chimico-fisici, diversi da quelli di cui alla voce 19 02 05.
19.01.11* ceneri pesanti e scorie, contenenti sostanze pericolose.
19.01.13* ceneri leggere, contenenti sostanze pericolose
19.02.05* fanghi prodotti da trattamenti chimico-fisici, contenenti sostanze pericolose.
19.12.11* altri rifiuti (compresi materiali misti) prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti, contenenti sostanze pericolose.

20 RIFIUTI URBANI (rifiuti domestici e assimilabili prodotti da attività commerciali e industriali nonché dalle istituzioni) inclusi i rifiuti della raccolta differenziata

20.03.01 rifiuti urbani non differenziati.”

L’elenco dei codici CER è consultabile su internet per esempio all’indirizzo:
http://www.asambiente.it/cer.php



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POLITICA
23 maggio 2008
Ipocrisia italiana
Nel discorso d'insediamento, Schifani li ha ricordati: Falcone e Borsellino, ovviamente. Salvo avere, nel suo stesso partito, collusi per mafia. I media ce li ricordano costantemente: non l'opera o la morte solitaria o l'abbandono dello Stato. Ci vengono mostrati ragazzi arrabbiati - buoni e cattivi, bianco e nero - che preludono ad una mafia sconfitta. Dovremmo smetterla: se non per lasciarli riposare in pace, almeno per dignità e coerenza. Sì, perché sappiamo quale partito sostenne la mafia. Sappiamo chi aveva amicizie, chi presenziava a matrimoni, chi baciava le mani e chi, in piena campagna elettorale, mandava messaggi che, consapevoli o no, andrebbero condannati. Chi si sente preso in causa come elettore (di personaggi ambigui ce ne sono e ben distribuiti), chi ha appoggiato candidati ambigui, chi ha appoggiato liste coalizzate con questi, chi si sente preso in causa come giornalista, chi non ricorda dove queste persone siedono, costoro sappiano che, in un certo senso, con la loro indifferenza si rendono complici. La frase che viene sempre quella commemorativa non li avete uccisi: camminano sulle nostre gambe. Forse ci vogliono ricordare come sono morti e non come sono vissuti.

L'equivoco su cui spesso si gioca è questo: si dice "quel politico era vicino ad un mafioso, quel politico è stato accusato di avere interessi convergenti con le organizzazioni mafiose; però la magistratura non lo ha condannato, quindi quel politico è un uomo onesto". E no, questo discorso non va, perché la magistratura può fare soltanto un accertamento di carattere giudiziale, può dire: "beh, ci sono sospetti, sospetti anche gravi, ma io non ho la certezza giuridica, giudiziaria che mi consente di dire quest'uomo è mafioso. Però, siccome dalle indagini sono emersi tanti fatti del genere, altri organi, altri poteri, cioè i politici, le organizzazioni disciplinari delle varie amministrazioni, i consigli comunali o quello che sia, dovevano trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze tra politici e mafiosi che non costituivano reato ma rendevano comunque il politico inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Questi giudizi non sono stati tratti perché ci si è nascosti dietro lo schermo della sentenza: questo tizio non è mai stato condannato, quindi è un uomo onesto. Ma dimmi un poco, ma tu non ne conosci di gente che è disonesta, che non è stata mai condannata perché non ci sono le prove per condannarla, però c’è il grosso sospetto che dovrebbe, quantomeno, indurre soprattutto i partiti politici a fare grossa pulizia, non soltanto essere onesti, ma apparire onesti, facendo pulizia al loro interno di tutti coloro che sono raggiunti comunque da episodi o da fatti inquietanti, anche se non costituenti reati
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[Paolo Borsellino, uno dei troppi magistrati uccisi. Esempio di rettitudine, integrità e dovere]
POLITICA
16 maggio 2008
Non sempre é fatta verità
Sebbene D'Avanzo sostenga che non sempre i fatti sono verità, intendendo con ciò riassumere una tesi dell'articolo precedente (la lezione del caso Schifani) dove il giornalista ci spiega che la verità, secondo Williams, sia duplice: sincerità e precisione. Le conclusioni che trae sono che Travaglio è sincero con quel dice e insincero con chi lo ascolta. A parte che per la maggior parte dei filosofi (ma forse anche D'Avanzo lavora per opinioni) un'affermazione é vera se corrisponde ai fatti, non facciamo torto alla filosofia di Williams e accettiamola: diviene ora un processo alle intenzioni. Infatti il significato che ci arriva é semplicemente che Travaglio ha riportato fatti reali, accaduti; tuttavia il messaggio implicito che Travaglio ha esternato é differente. Passiamo a Che tempo che fa solo un istante: sentiremo Travaglio rispondere a Fazio circa la situazione giornalistica italiana asserendo che se il clima politico induce a una distensione [...] Schifani ha avuto delle amicizie coi mafiosi? Se io non scrivo che Schifani ha avuto delle amicizie coi mafiosi perché non lo vuole né la destra né la sinistra: e io che c'entro con la destra e la sinistra? [...] Io devo raccontarlo. L'ha raccontato Lirio Abbate [...] O hanno il lcoraggio di dire che Lirio Abbate é un mascalzone, un mentitore; oppure hanno il coraggio di prendere nota di quello che scrive della seconda carica dello stato e di chiedere semplicemente di spiegare quei rapporti con quei signori che sono stati poi condannati per mafia. Invece noi - purtroppo - andiamo a rimorchio del clima politico.  Schifani viene citato come esempio di filtraggio da parte dei media e, oltretutto, sono indicate le fonti. Ma non ci basta: é D'Avanzo stesso ad agitare l'ambiguità della seconda carica dello stato che, dalle inchieste del 2002, ha sempre preferito tacere sul quel suo passato sconsiderato. Non dovevamo essere precisi? Il passato é sconsiderato, Travaglio rimbrotta che i giornali non chiedono di spiegare quel che il Presidente del Senato tace e... Il torto é di chi chiede.
Ma quando il giornalista di Repubblica (che ci sa fare) rivolge contro Travaglio il suo stesso metodo, colpisce e sembra vincere. Sembra, per tre ottimi motivi: il primo é che Travaglio, a differenza di Schifani, non tace e spiega la vicissitudine; aggiungiamo che nella conversazione si capisce di cosa parlano, mentre dall'articolo no (anche se, ad essere onesti, é lo stesso problema della televisione: un argomento debole); terminiamo col fatto che muoversi a Villabate (e non in vacanza) pone due possibilità: capire o non capire. Se non si é in grado di comprendere chi si ha di fronte, forse non é il caso di amministrare la res publica. Anche perché Schifani ha sempre avuto sfortuna nello scegliersi le amicizie. Comunque, come già scritto nel post sul discorso d'insediamento, da questo mi astengo: troppi ci giocano. Ma in un paese dove la mafia é così infiltrata, ecco, forse, bisognerebbe davvero chiedere trasparenza, sciogliere i dubbi.
Per amor della precisione citata da Giuseppe D'Avanzo, in fondo vi sono vari link: il primo riporta la visione "cinica" di Abbate e Gomez: l'estratto da I complici. C'é una parte anche sulla gsm (credevate fosse solo la Siculabrokers? Spiacenti). Tra un matrimonio e l'invito "meritato", bisognerebbe che la stampa - troppo impegnata a giocare per conto del padrone sul cambio in Rai - ci ricordasse quali leggi voleva toccare da senatore e tutta la sua biografia. Per terminare, importantissimo, Schifani ha querelato Campanella per le dichiarazioni rese sul suo conto. Solo con tutti i fatti (senza omissioni di sorta) si é utili al lettore.

Voglio esprimere solidarietà al giornalista Giuseppe D'Avanzo che, oltre alla querela da Travaglio, é stato querelato da Giuseppe Ciuro (il web riporta un'articolo attribuito a Marzio Tristano). D'Avanzo ha fatto in passato ottime inchieste ma per una volta ha toppato le fonti. Anche se, a leggere Repubblica, le fonti dicono il vero.

Perché vi facciate una vostra idea sulla biografia:
- estratto de I complici
- un intervento di parte con fonte l'Espresso
- l'Unità riprende gli atti

La sua scheda sul sito del senato: se un uomo é rappresentato dalle sue azioni, questo é il luogo dove cercare. Dicono sia neutrale: un buon modo per farsi un giudizio sereno.

Ai fan di Travaglio (che son molti, troppi): la battuta sulla muffa potrebbe essere risolta col diritto di critica, per quanto possa essere un giudizio forte. Per il resto, Schifani citò l'Espresso per le medesime informazioni nel 2002, ma perse la causa. In ogni caso le condizioni erano differenti.

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POLITICA
5 maggio 2008
Onniscenza
Epidemiologia, questa sconosciuta. Non ho sentito Grillo affermare che Veronesi sia una capra in oncologia. Riguarderò la puntata appena la Rai deciderà che potrà esser messa on-line ma, a costo di prendere posizioni, non si può negare che lo scienziato abbia un bel conflitto d'interessi. A che tempo che fa di Fazio, Veronesi assicurò che gli inceneritori di ultima tecnologia non pongono problemi, non producendo diossina. Andrebbe sollevato il problema delle nanoparticelle. Per inquadrare lo scienziato, basti ricordare che non é un caso d'omonimia il Veronesi secondo cui le patate sono più a rischio degli ogm o delle polveri sottili delle automobili. Veronesi é lo stesso sostenitore del nucleare (esclusivamente quello, non di sistemi misti), che discusse ad Annozero col nobel della fisica Rubbia riguardo la possibilità dell'Italia di adeguarsi al protocollo di Kyoto. La disparità di argomenti era evidente: oncologia sì, onniscenza, no. Appellarsi al principio di autorità, poi, é assurdo: Einstein rifiutò l'idea stessa di meccanica quantistica. Sappiamo quale importanza essa abbia ora per la fisica. Nessuno, sottolineo nessuno, conosce per certo le cause del cancro. Gli scienziati sanno che tutto parte da una sola cellula a DNA alterato ma questa non può definirsi la causa: semmai l'effetto. E chi può dire quale sia la causa primaria? E' opinione diffusa che dipenda dai fattori ambientali. Essendo ancora troppo vago, cito dal sito Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, ente privato fondato dallo stesso professor Veronesi che chiamo in causa, assieme al professor G. Porta: i tumori sono provocati dall'esposizione prolungata ad agenti cancerogeni, di origine chimica, fisica o virale. Tuttavia il fumo di sigaretta, l'amianto, alcune sostanze sviluppate dalla combustione del petrolio o del carbone, l'alcol, una dieta squilibrata, i raggi ultravioletti del sole, le sostanze chimiche a cui possono essere sottoposti i lavoratori in certi processi industriali o in agricoltura, possono sommarsi ad una “fragilità” genetica predeterminata e arrivare a provocare delle mutazioni che - alle stesse dosi e durate di esposizioni - non si riscontrano in altri individui. Gli studi del dottor Veronesi affermano che non esiste alcuna prova che gli inceneritori possano essere causa di cancro. Essendo un fatto che i costruttori d'inceneritori sovvenzionano questo ente privato, ci troviamo di fronte al conflitto d'interessi sopra menzionato. Il giornale questotrentino riporta una disamina attenta del problema inceneritori e sanità citando un'interessantissima lettera scritta da medici che val la pena di visionare. Ne riporto, per par condicio, uno stralcio riguardante un'analisi dei fattori entro i 3.5 km dal complesso accusato: in particolare si è registrato un aumento del rischio di morte per tutte le cause correlate alla esposizione a metalli pesanti tra il +7% e il + 17%. La mortalità per tutti i tumori aumenta nella medesima popolazione in modo coerente con l’aumento dell’esposizione dal +17% al +54%. In particolare per il cancro del colon-retto il rischio è compreso tra il + 32% e il +147%, per lo stomaco tra il +75% e il +188%, per il cancro della mammella tra il +10% ed il +116%. Per i sarcomi, considerando insieme i due sessi, il rischio aumenta di oltre il 900%. Questi risultati sono del tutto coerenti con numerose altre segnalazioni presenti al riguardo in letteratura. Qualcuno é in grado d'intendere che - in ogni caso - l'espressione "non esiste alcuna prova" non ha lo stesso significato di "non possono essere"? Anche senza mandare nessuno a quel paese come il comico Grillo, non é forse il caso di porre il dibattito seriamente? O toccherebbe troppi interessi privati, essendo i rifiuti assimilati a energie rinnovabili, e quindi sovvenzionati?

Facciamo girare l'informazione.
POLITICA
3 maggio 2008
Aria d'epurazione
Santoro, Santoro, ma come si permette? Far udire addirittura il brigatista, fascista, comunista (scegliete a seconda del vostro schieramento) Grillo. Discutere le sue proposte, far sentire ciò che dice Veronesi. Ma come si fa, sulla televisione partitica poi. L'ultima volta che hai cantato Bella Ciao t'han cacciato, dovevi proprio dedicarci la puntata?
Caro Petruccioli, mi rivolgo a lei, in risposta alle sue dichiarazioni: Grillo non solo é responsabile di ciò che dice, ma oltretutto é reale che Veronesi é supportato anche da alcuni costruttori d'inceneritori. E' risaputo inoltre che il famoso oncologo sa praticamente tutto nel suo campo ma non può non scivolare in quelli altrui: fatto che é avvenuto in più occasioni. Caro Petruccioli, non ce la raccontiamo: dovrebbe sapere anche lei la differenza tra fatto e diffamazione. Ecco: quella di Grillo da lei citata é un'affermazione basata sui fatti. Sarebbe grave considerarla una diffamazione: perché un'affermazione basata su fatti che sembra diffamazione a chi non conosce quella realtà é spesso qualcosa che interessa anche ai magistrati. Si figuri: non é proprio questo il caso. Come le ha consigliato il comico vada solo a informarsi su chi supporta chi: la guida passo passo se trova il video. Riguardo invece le dichiarazioni sul Presidente della Repubblica, va sottolineato che l'appellativo Morfeo Napolitano é una caricatura, rientra nel diritto non solo di critica ma anche della satira, mentre l'affermazione non é il presidente degli italiani, ma dei partiti non va decontestualizzata per criticare quel che si può, anzi, andrebbe presa in tutto il suo contesto, ossia in un discorso dove gli italiani non hanno potuto esprimere un voto di preferenza per cui, a detta dell'odiatissimo Grillo e non solo, non rappresenta il popolo. In quest'ottica il Presidente Napolitano non può rappresentare gli italiani nella sua guida al Parlamento, non essendo il Parlamento stato eletto: é oltretutto insindacabile che la sua elezione (fortunatamente all'altezza della carica concessagli) é avvenuta nella precedente legislatura da parte di parlamentari che, anche due anni fa, non erano stati eletti. In materia é interessante leggere l'articolo 56 dove si spiega che la Camera dei Deputati é eletta per suffragio universale e diretto, dove per diretto s'intende senza mediazione alcuna. Altresì l'articolo seguente parla di senatori elettivi, rimandando, per la definizione, al citato art. 56.
La Rai dovrebbe ricordarsi di non essere partitica bensì pubblica: del popolo. I dirigenti dovrebbero, invece, ricordarsi la Costituzione, in particolare l'articolo 21 che favorisce la pluralità d'informazione. Per sua memoria, lo cito: tutti hanno diritto a manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni e censure. [...] Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni. Sarei rammaricato di sapere che lei si proponga - al posto della legge - di mantenere il buon costume. Legge che, assieme allo spettatore, dovrebbe essere l'unico giudice di un servizio, al di là delle opinioni personali su questioni politiche. Tuttavia, forse, sarebbe comunque in grado di bloccare scene patetiche come quelle mostrate dall'assessore alla cultura Vittorio Sgarbi, o ancora la messa in onda di format che di culturali non hanno nulla, rinnovando la Rai e rilanciandola su questo fronte: quello che le spetta. Purtroppo lei, caro Petruccioli, come ex politico e giornalista, si sente attaccato oramai di continuo da Grillo e, si figuri, non posso che biasimarla anche quando se ne esce con queste dichiarazioni.

Nel 2007 la Freedom House ci collocò al 61esimo posto. Il sito spiega come ciò sia dovuto al fatto che parte dell'informazione si sposta: Italy’s rating improved from Partly Free to Free primarily as a result of Silvio Berlusconi’s exit as prime minister. Although private broadcast media in Italy are still concentrated in the hands of the Berlusconi-dominated Mediaset, the public broadcaster, RAI, is no longer under his control. Prevedibilmente quest'anno saremo ricollocati come poco tempo fa intorno all'80esima posizione: parzialmente liberi. Reporter without borders é meno catastrofico (53esimi nel 2003, 35esimi nel 2007).

Sono ancora convinto che perfino in questa azienda [la Rai] ci sia ancora spazio per la libertà di stampa. Enzo Biagi.

Credo nella libertà di espressione, cioè giornali e televisioni liberi di criticare il potere [...]. Enzo Biagi.

Se le notizie fanno paura, le parole che le raccontano ne fanno ancor di più. In fondo è la parola che si conficca nella memoria e aiuta a ricordare questo o quel fatto, richiamandolo come il sibilo agli ultrasuoni che fa scattare il cane. Così – l'abbiamo visto per la guerra e per la pace – le parole diventano più importanti dei fatti. Perché, giocando con le parole, si possono manipolare i fatti, e, alla fine della catena, tutta la memoria collettiva. Marco Travaglio.

E se tutti quanti accettavano la menzogna imposta dal Partito, se tutti i documenti raccontavano la stessa favola, ecco che la menzogna diventava un fatto storico, quindi vera. 1984, Orwell.

Libertà é la libertà di dire che due più due fa quattro. Garatito ciò, tutto il resto ne consegue naturalmente. 1984, Orwell.

Spacciare deliberate menzogne e credervi con purità di cuore, dimenticare ogni avvenimento che è divenuto sconveniente, e quindi, allorché ridiventa necessario, trarlo dall'oblio per tutto quel tempo che abbisogna, negare l'esistenza della realtà obiettiva e nello stesso tempo trar vantaggio dalla realtà che viene negata... tutto ciò è indispensabile, in modo assoluto. 1984, Orwell.
POLITICA
17 aprile 2008
V2-day?
Il 25 aprile si terrà in molte città d'Italia la raccolta di firme per tre distinti referendum popolari:
- abolizione dei finanziamenti pubblici alla stampa;
- abolizione dell'Ordine dei Giornalisti;
- abolizione della legge Gasparri.
La Freedom House ci colloca all'80esimo posto nella classifica sulla libertà d'informazione (parzialmente libera): persino i paesi del Terzo Mondo che tanto bistrattiamo ci superano. Possono le proposte di Beppe Grillo migliorare questa situazione? Non si direbbe, a vedere l'amara fine che le ultime 350.000 firme hanno subito. Ponendo che fossero pure prese in considerazione, quale efficacia avrebbero?
Andiamo con ordine: finanziamenti alla stampa, calcolati in 1 miliardo di euro l'anno (fonte: la casta dei giornali di Beppe Lopez). Per legge é sufficiente avere dei parlamentari a sostegno per ottenere i finanziamenti pubblici, quantificati in rapporto alla tiratura (attenzione: non alle vendite). Inoltre é possibile acquisire più entrate dallo stato regalando copie del giornale stesso: come ha mostrato Report - ma chiunque sia stato in una grande città lo sa - é una pratica alquanto diffusa. Vi sono infine molti giornali che non vendono: sopravvivono solo grazie ai contributi. Quotidiani a bassa tiratura (meno di 50.000 copie) sarebbero già falliti altrimenti. Di contro l'aspetto negativo é l'eliminazione di fonti e voci alternative. Il meglio sarebbe riformare questi contributi: il referendum in italia non può essere "propositivo", per cui questo é il massimo che possa proporre il popolino.
Passiamo all'Ordine dei Giornalisti: istituito da Mussolini nel 1925 per ovvi motivi, non ha semplicemente utilità. Nei suoi principi si legge la più totale libertà, oltreché il dovere del giornalista di pubblicare solo fatti corrispondenti al vero. Belle parole senza fatti: é lo stesso di norme primarie senza le correlate secondarie ben definite (non hanno effetto paritario). Inoltre, l'istituzione di una corporazione di questo tipo elimina - o potrebbe farlo - tutte quelle voci non conformiste. Non esiste nel mondo un'ordine simile. Non posso esimermi dallo specificare che sono di parte: se questo blog fosse aggiornato regolarmente sarei equiparato a una testata giornalistica. Ai fini penali non é necessario: la calunnia viene punita anche se perorata dai comuni cittadini. Ai fini governativi importa eccome: meno informazione sul web, senza neppure scomodare Google.
Ultimo quesito referendario: la legge Gasparri é stata dichiarata invalida secondo le norme UE e, se non sarà abrogata entro il 2009, porterà a pesanti sanzioni (300.000 euro al giorno con effetto retroattivo dal 2006). Questa legge ha alzato anche il tetto antitrust nei media, sbeffeggiando l'articolo 21 della Costituzione: un attentato al pluralismo. Non bastasse, l'unica utilità della Gasparri é rafforzare i media televisivi presenti, in particolare Mediaset. Non ravviso benefici per il cittadino e il suo diritto ad essere informato.
I tre referendum sono ben pensati ma non sortiranno alcun effetto. Probabilmente non saranno mai dibattuti in aula: la speranza é che provochino delle misure anche minime da parte del governo, migliorando la pessima situazione italiana sull'informazione. Il dubbio peggiore é - come ha rilevato l'ottimo Daniele Martinelli - che tutte le adesioni raccolte il 25 aprile potrebbero esser nulle. "Fortunatamente" si tratta di un'errata interpretazione: le firme non vengono annullate, la data di raccolta sarà la stessa, slitteranno semplicemente i termini di deposito. Quindi perché non firmare? Personalmente vi invito a farlo.
sfoglia
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Citazioni:

La via dell'uguaglianza si percorre solo in discesa: all'altezza dei somari è facilissimo instaurarla. [Rivarol]

Il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: per questo è detto democrazia. Le leggi assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo i meriti dell’eccellenza. Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo stato, non come un atto di privilegio, ma come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce impedimento. [...] Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevano offesa. [...] La nostra città è aperta al mondo; noi non cacciamo mai uno straniero. [...] Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private. Un uomo che non si interessa dello Stato non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benché soltanto pochi siano in grado di dar vita ad una politica, noi siamo tutti in grado di giudicarla. Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla strada dell’azione politica.[Pericle, citato da Tucidide]